Essere invitati a raccontare il proprio percorso non dà necessariamente il potere di far evolvere un servizio. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre 2026, l’Organizzazione mondiale della sanità pone questa differenza al centro della sua campagna: le persone interessate devono poter partecipare alle decisioni, e non limitarsi a portare la propria testimonianza.
Un sapere che nasce da esperienze diverse
Con l’espressione esperienza vissuta, l’OMS indica ciò che una persona conosce per averlo attraversato in prima persona, in particolare nella ricerca di cure o sostegno. Ricorda inoltre che nessun individuo può rappresentare tutte le esperienze. Dare spazio a questo sapere non significa quindi cercare una storia che riassuma tutte le altre.
La partecipazione proposta interviene sin dalla concezione delle politiche e dei servizi, poi nella loro attuazione e valutazione. La questione concreta è quella dell’influenza: in quale momento le persone prendono parte al lavoro e su quali decisioni possono incidere?
Ruoli, formazione e sostegno
La tabella di marcia europea presentata nel luglio 2025 non limita questo contributo a una riunione occasionale. L’OMS vi descrive ruoli professionali retribuiti, sostenuti da formazione, sviluppo delle competenze e supervisione.
Le persone che ricoprono questi ruoli possono accompagnare altri utenti nel loro percorso o fornire consulenza alle organizzazioni e ai responsabili pubblici. La loro competenza è diversa da quella clinica; l’approccio mira a farle lavorare insieme. Richiede inoltre che gli istituti preparino la propria organizzazione, invece di chiedere a un nuovo professionista di trovare da solo il proprio posto.
Il testo individua diversi ostacoli: finanziamenti insufficienti e non duraturi, percorsi professionali poco chiari e resistenze all’interno delle équipe. Il riconoscimento, quindi, non si misura soltanto dal numero di inviti a prendere la parola. Riguarda i mezzi per svolgere un ruolo e la continuità del lavoro.
Un approccio costruito nell’arco di diversi anni
Questa campagna si inserisce in una serie di documenti. Il quadro pubblicato dall’OMS nel maggio 2023 riguardava già la partecipazione delle persone che convivono con malattie non trasmissibili, disturbi mentali o neurologici. Il suo obiettivo era aiutare gli Stati e l’organizzazione a elaborare insieme a loro politiche, programmi e servizi, e poi a tradurre questa intenzione in azioni.
Nel 2026, l’OMS Europa ha annunciato due workshop regionali, a marzo e da fine giugno a inizio luglio, per accompagnare l’attuazione della tabella di marcia. Il programma prevedeva un’analisi della situazione nazionale, un lavoro sull’integrazione nelle équipe e l’elaborazione di un piano adeguato al contesto di ciascun sistema. L’annuncio descrive il sostegno previsto; non fornisce un bilancio dei cambiamenti ottenuti in ciascun paese.
Per valutare un approccio presentato come partecipativo, da questi riferimenti scaturiscono alcune domande: le persone intervengono prima delle scelte essenziali? Dispongono di un ruolo definito, di formazione e di sostegno? Possono seguire l’evoluzione delle loro proposte? Queste domande riguardano l’organizzazione dei servizi, senza chiedere a ciascuno di rendere pubblica la propria storia personale.
Fonti
- OMS: campagna mondiale del 10 ottobre 2026.
- OMS Europa: presentazione della tabella di marcia, luglio 2025.
- OMS: quadro di partecipazione, maggio 2023.
- OMS Europa: workshop di accompagnamento annunciati nel 2026.
Fonti consultate il 21 ottobre 2026.






