Una chiesa di 27,5 metri, un edificio dalle mura spesse e un sistema di riscaldamento a pavimento: a Mesmont, in Côte-d’Or, i resti delineano un complesso di alto rango dell’alto Medioevo. La loro vicinanza avvalora l’ipotesi di un palazzo, i cui occupanti restano da identificare.
La Montagne de Saint-Laurent domina la media valle dell’Ouche, a ovest di Digione. Il bilancio della campagna 2023 del laboratorio ARTEHIS descrive un altopiano di 13 ettari attorno a uno sperone centrale di circa 3 ettari. Il programma attuale, avviato nel 2019, riguarda in particolare un insediamento dei secoli V–VIII.
Le dimensioni delle costruzioni
Il bilancio del 2023 segnalava già un piccolo abitato arroccato, grandi edifici in muratura e oggetti che suggeriscono la presenza di occupanti privilegiati. Sull’altopiano, un edificio dei secoli VI–VII succede a una costruzione più antica. Qui la qualità dell’edificio conta quanto la sua superficie: fornisce indicazioni sulle risorse impiegate.
Le ricerche proseguono sulla sommità. Nel suo aggiornamento pubblicato il 12 ottobre 2026, aggiornato il 13, l’Inrap descrive una chiesa lunga 27,5 metri, associata ad altre costruzioni. A ovest, gli scavi del 2026 hanno portato alla luce un edificio di 15 metri per 12. Lo spessore delle mura lascia ipotizzare un piano superiore, ma non basta a ricostruirlo con certezza.
Il riscaldamento, indizio di status sociale
Mattoni di sostegno, condotti e frammenti di un pavimento sospeso attestano la presenza di un ipocausto. Questo sistema di riscaldamento ereditato dall’antichità faceva passare l’aria riscaldata da un focolare sotto un pavimento rialzato su sostegni di mattoni; i condotti potevano proseguire il percorso nelle pareti. La sua realizzazione e installazione richiedevano materiali e competenze specialistiche. Per gli archeologi, questo comfort contribuisce a riconoscere un complesso destinato a personaggi di alto rango.
È la combinazione di edifici, organizzazione degli spazi e attrezzature a sostenere l’ipotesi palaziale. Un elemento isolato non permetterebbe di stabilire né l’identità del committente né la funzione di tutti gli ambienti.
Un cantiere di interpretazione
L’Inrap colloca la costruzione del complesso sulla sommità nel V secolo e il suo utilizzo fino all’inizio dell’VIII. La ceramica e le analisi al radiocarbonio avvalorano questa cronologia.
I due bilanci provengono dallo stesso programma scientifico: ne mostrano l’avanzamento, senza costituire due perizie indipendenti. La loro utilità consiste anche nel rendere visibili le questioni ancora aperte, dietro l’immagine suggestiva di un palazzo ritrovato.
Fotografia: Emmanuel de Martonne / MédiHAL-PRODIG, Licenza Aperta 2.0 Fonte e condizioni di riutilizzo.






