L’ovulazione si interrompe, ma il tessuto ovarico continua a cambiare. Due studi del 2026, uno sui topi e l’altro sulle ovaie di 28 donne in menopausa, descrivono un rimodellamento in cui l’immunità e l’infiammazione occupano un posto importante. Aprono una nuova pista di ricerca sull’invecchiamento dell’organo, senza dimostrare una nuova funzione protettiva.
Nei topi, un tessuto caratterizzato dall’immunità
Su Molecular Human Reproduction, il 10 giugno 2026, il gruppo di Francesca Duncan confronta topi di 2, 18 e 24 mesi. L’esame al microscopio e l’analisi dell’RNA mostrano una diminuzione dei follicoli, le strutture che ospitano gli ovociti, e un tessuto più fibroso.
Negli animali più anziani, le cellule immunitarie diventano più numerose e aumenta l’espressione dei geni legati all’immunità. Ma misurare l’RNA di un intero tessuto non consente di distinguere tra due fenomeni: l’arrivo di cellule diverse e una modifica dell’attività di ciascuna cellula.
Questo non dimostra quindi che l’ovaio si trasformi in un organo immunitario utile all’intero organismo. L’invecchiamento riproduttivo del topo è diverso dalla menopausa umana: questa specie non ha un ciclo mestruale.
Nelle 28 donne, differenze legate all’età
Un secondo studio, pubblicato su Aging Cell il 13 ottobre 2026, analizza le proteine delle ovaie di 28 donne in menopausa, di età compresa tra 50 e 75 anni.
I tessuti erano stati asportati durante interventi per indicazioni ginecologiche benigne e all’esame non presentavano malignità. I ricercatori hanno identificato 5 812 gruppi di proteine. Le differenze legate all’età riguardano in particolare l’infiammazione, l’immunità e il rimodellamento della matrice che circonda le cellule.
Il confronto riguarda donne diverse, non il monitoraggio delle stesse persone per vent’anni. Il campione è limitato e gli autori non disponevano, tra le altre cose, dell’età alla menopausa né della storia dei trattamenti ormonali. Non è quindi possibile isolare semplicemente l’effetto del tempo trascorso dalla menopausa.
Una pista biologica, senza conclusioni terapeutiche
I due studi, ai quali partecipano in parte gli stessi ricercatori, apportano osservazioni complementari su specie e con metodi diversi.
L’OMS definisce la menopausa naturale come l’assenza di mestruazioni per dodici mesi consecutivi, in assenza di un’altra causa. Le nuove analisi descrivono ciò che continua a cambiare nel tessuto ovarico dopo questa fase. Non consentono di concludere che asportare o conservare le ovaie modificherebbe, attraverso questo meccanismo, il rischio cardiovascolare o osseo.
Fotografia: Aliva Sahoo / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 Fonte e condizioni di riutilizzo.






