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Clima

Dopo la rielezione di Lula, come interpretare il calo della deforestazione?

L’INPE stima che la deforestazione nell’Amazzonia legale abbia raggiunto i 3 335 km² nel periodo agosto 2025–luglio 2026. Il calo precede il voto e non va confuso né con il ripristino delle foreste né con un obiettivo già raggiunto.

Foresta fitta che costeggia un corso d’acqua nell’Amazzonia brasiliana, fotografia d’archivio.
Fonte e licenza dell’immagine
Andre Deak — CC BY 2.0 — Wikimedia Commons

La rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva riporta la politica ambientale brasiliana nella prospettiva di un nuovo mandato. Il Tribunale superiore elettorale ha annunciato la sua vittoria il 25 ottobre 2026. Per valutare la situazione delle foreste, tuttavia, occorre tornare a un periodo diverso: quello misurato dai satelliti.

Un calo misurato prima del voto

Il bilancio dell’INPE del 16 ottobre, aggiornato il 20 stima che la deforestazione nell’Amazzonia legale abbia raggiunto i 3 335 km² nel periodo agosto 2025–luglio 2026: un calo del 41,8 % rispetto ai precedenti 5 731 km², dato consolidato, e il livello più basso dal 1988.

Questa stima si basa sulle immagini prioritarie. L’INPE pubblica abitualmente il bilancio consolidato nel primo semestre successivo. Per il Cerrado, i 5 516,69 km² annunciati sono già consolidati. Le due aree di riferimento non si possono sommare direttamente.

Queste date impediscono di attribuire il calo osservato al risultato elettorale del 25 ottobre: il periodo misurato era già terminato. Consentono invece di inquadrare il punto di partenza delle prossime decisioni pubbliche.

Cosa non significa un calo

Il Prodes misura le perdite lorde, senza sottrarre il ripristino delle foreste né stabilirne la legalità. Inoltre, non riassume gli incendi e il degrado.

Un miglioramento del ritmo annuale lascia dunque comunque delle perdite. Per monitorare una politica, non basta chiedersi se la percentuale è in calo: bisogna anche considerare quale superficie continua a scomparire e con quale metodo viene conteggiata.

Obiettivi da distinguere dai risultati

Nella sua strategia Brasil 2045, l’Observatório do Clima propone di porre fine alla deforestazione entro il 2030 e di fare del Brasile un’economia a bilancio di carbonio negativo entro il 2045. Si tratta di un percorso sostenuto da questa rete di organizzazioni, non di un risultato registrato dai satelliti.

La sua presentazione in vista delle elezioni del 2026 collega l’ambiente alla giustizia climatica, all’adattamento, alla biodiversità e ai finanziamenti. Amplia così le questioni da porre al nuovo mandato: quali misure saranno adottate, come saranno finanziate e quali risultati si potranno osservare?

I prossimi bilanci permetteranno di confrontare le misure adottate con l’andamento delle perdite, a condizione di mantenere gli stessi periodi e gli stessi perimetri di confronto.

Amazzonia brasiliana, fotografia d’archivio. Andre Deak / Wikimedia Commons, CC BY 2.0.

La redazione di LetzView mag

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