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Chi misura i chilometri di una corsa?

Bicicletta calibrata, traiettoria minima e criteri per i record: la distanza ufficiale di una corsa non coincide con il percorso individuale di un corridore.

Contatore Jones montato sulla ruota anteriore di una bicicletta, fotografia del 2021
Fonte e licenza dell’immagine
Fknisel / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0. Compteur Jones, 16 mai 2021 ; recadrage. Illustration du dispositif, sans certification du vélo photographié.

Una maratona è lunga 42,195 chilometri. All’arrivo un orologio può indicare una distanza maggiore, senza che questa differenza basti a rivelare un errore nel percorso. La distanza ufficiale e il tragitto di un partecipante rispondono a due domande distinte: qual è la traiettoria più breve consentita e quale percorso ha effettivamente seguito quel corridore? Dietro al numero indicato per la gara ci sono un metodo di misurazione e condizioni precise.

Una ruota, un contatore e una distanza nota

Il manuale pubblicato nel 2023 da World Athletics e dall’Associazione internazionale delle maratone e delle corse su strada, AIMS, descrive il metodo della bicicletta calibrata. Un contatore fissato alla ruota registra le unità di rotazione. Per convertirle in distanza, il misuratore percorre una base di lunghezza nota e poi confronta le letture.

Il lavoro non si esaurisce in un giro del percorso. Comprende una calibrazione prima della misurazione, un nuovo controllo al termine, il calcolo della lunghezza, gli adeguamenti necessari e la documentazione del percorso. La descrizione comprende anche le posizioni di partenza e arrivo e i limiti entro i quali i corridori possono muoversi.

La traiettoria presa in considerazione è la più breve possibile all’interno di questi limiti. Il manuale prevede anche un margine preventivo dello 0,1% per evitare che i percorsi risultino troppo corti. È una precauzione integrata nella misurazione, non la promessa che ogni dispositivo personale rilevi esattamente il dato indicato dall’organizzatore.

Il corridore non segue una linea teorica

In un articolo tecnico pubblicato dall’AIMS nell’aprile 2009, Hugh Jones spiega la differenza tra misurare una corsa e misurare lo spostamento di una persona. Allargando una curva, aggirando altri partecipanti o cambiando lato, ci si discosta dalla traiettoria minima.

Il suo esempio geometrico è efficace: fare un’inversione a U con un raggio superiore di cinque metri aggiunge circa sedici metri. Questa differenza dipende dal percorso seguito, prima ancora di discutere la precisione di uno strumento. In una gara con diversi cambi di direzione, quindi, il percorso ufficiale non può essere automaticamente equiparato alla linea seguita da ciascuno.

Questa spiegazione, ormai datata, resta utile per capire la geometria del percorso. Non costituisce un test degli orologi commercializzati nel 2026. Per esaminare uno scarto specifico, bisognerebbe conoscere sia il tragitto effettivamente seguito sia il dispositivo di misurazione e la disposizione della gara quel giorno.

Un percorso misurato può non essere idoneo a un record

L’attuale pagina tecnica dell’AIMS aggiunge una distinzione essenziale: una misurazione precisa non basta a rendere qualsiasi prestazione omologabile come record mondiale. Contano anche il profilo e la configurazione del percorso.

Per l’omologazione, la differenza di altitudine tra partenza e arrivo non deve corrispondere a una discesa superiore a un metro per chilometro. La distanza in linea d’aria tra i due punti non deve superare la metà della lunghezza della gara. Questi criteri mirano in particolare a limitare il vantaggio offerto da un percorso eccessivamente in discesa o favorevole al vento alle spalle.

L’AIMS precisa quindi che tutte le sue corse su strada sono misurate da misuratori accreditati, ma non tutte soddisfano i requisiti per i record. Una gara può avere una distanza affidabile e una conformazione geografica che la colloca in una diversa situazione regolamentare.

Il controllo può andare oltre il certificato

Anche la federazione statunitense USA Track & Field distingue tra certificazione e ammissibilità dei record. La sua descrizione delle procedure prevede che una verifica possa richiedere una nuova misurazione da parte di un esperto, prima o dopo la gara. Per i propri campionati su strada, indica che la verifica viene effettuata in anticipo. Si tratta in questo caso di procedure statunitensi, che illustrano l’esistenza di diverse fasi di controllo.

Per interpretare un risultato, è quindi opportuno distinguere tre informazioni: la distanza certificata, il percorso effettivamente allestito e le condizioni di ammissibilità del record in questione. Un tempo notevole non perde interesse perché la gara non rientra in quest’ultima categoria; va semplicemente presentato con la qualifica corretta.

Fonti

Fonti consultate il 20 ottobre 2026.

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