Lucas Colin e Matéo Limnaios hanno conquistato il titolo mondiale di paracadutismo freestyle a Eloy, in Arizona, durante i campionati disputati dal 18 al 24 ottobre 2026. Il risultato premia due concorrenti. Questo dettaglio cambia il modo di guardare la disciplina: l’atleta che tiene la telecamera fa parte della squadra, al pari di chi esegue le figure sullo schermo.
La classifica ufficiale vede vincitrice France 1 con 62,4 punti, davanti alla Polonia, a 60,1, e a France 2, a 59,5. Dietro queste cifre, uno sport che si gioca tanto nel movimento quanto nel modo in cui viene presentato. Comprendere questo duplice lavoro permette di apprezzare la prestazione francese senza ridurla a una successione di acrobazie spettacolari.
Un titolo costruito in sette manche
Il prospetto pubblicato dalla Fédération aéronautique internationale riporta i sette punteggi di France 1: 8,8; 9,5; 8,8; 8,8; 9,3; 8,5 e 8,7. La somma è 62,4. Il vantaggio finale sulla squadra polacca è quindi di 2,3 punti. La tabella mostra anche che quest’ultima ottiene 8,8 nell’ultima manche, contro l’8,7 dei francesi: vincere il campionato non significa vincere ogni passaggio.
Ecco una prima chiave di lettura. Una classifica cumulativa premia la costanza nell’arco dell’intera competizione. Da sola, non permette di raccontare una figura decisiva, un errore degli avversari o un ribaltamento avvenuto in aria. Per farlo, bisognerebbe esaminare le prestazioni e il loro giudizio dettagliato. In questo caso, i punteggi attestano una vittoria netta nel totale, ma non raccontano lo svolgimento di ogni salto.
La composizione delle squadre, annunciata dalla Fédération française de parachutisme a gennaio, indica Lucas Colin e Matéo Limnaios in France 1. France 2 riunisce Adrien Gallot e Laurie Lubbe. Sul podio ci sono dunque due squadre francesi, i cui risultati non vanno confusi.
Anche chi filma è in gara
Il freestyle abbina un performer e un videoperatore. Il primo esegue la coreografia; il secondo si muove insieme a lui per riprenderla. La Fédération française sottolinea che la qualità delle immagini rientra nella valutazione. L’inquadratura non è quindi un’aggiunta pensata per creare un bel ricordo dopo la competizione.
Nella coppia campione del mondo, Limnaios ricopre il ruolo di videoperatore. Nell’intervista pubblicata da ICI Gironde il 29 ottobre, spiega che i due si allenano insieme durante tutto l’anno. Non si unisce a Colin all’ultimo momento per registrare un programma già completato. Questa continuità è essenziale per capire ciò che viene presentato ai giudici: un lavoro preparato in due.
Per chi guarda, un buon modo di seguire una sequenza è osservare anche ciò che rimane leggibile durante i movimenti. Il corpo resta visibile? I cambi di posizione si capiscono? La sequenza dà un’impressione di continuità? Questo sguardo aiuta a non soffermarsi soltanto sulla figura più sorprendente. Naturalmente, non sostituisce il punteggio ufficiale.
Quarantacinque secondi, ma diverse esigenze
Il regolamento internazionale 2026 stabilisce che il tempo di lavoro nel freestyle sia di 45 secondi. Il cronometro parte quando un membro della squadra si stacca dall’aereo. La competizione completa prevede cinque manche libere e due manche obbligatorie. Nei programmi obbligatori vanno eseguite quattro sequenze definite dal regolamento; nel programma libero la squadra sceglie i movimenti.
I giudici valutano in particolare la difficoltà, l’esecuzione e la presentazione. Anche le transizioni e la collaborazione con il videoperatore concorrono alla valutazione. Una figura ambiziosa, dunque, non esime dall’eseguirla con precisione e chiarezza. Il regolamento distingue inoltre il freestyle dal freefly, che prevede due performer e un videoperatore: i nomi si somigliano, ma le squadre e i vincoli non sono gli stessi.
La libertà artistica si esercita quindi entro una cornice sportiva. La parola «libero» non significa che tutto si equivalga, né che la valutazione sia soltanto una questione di gusto. Per chi conosce poco il paracadutismo, questa distinzione è utile: si può apprezzare l’inventiva, sapendo che deve comunque essere controllata.
Dalla galleria del vento al salto dall’aereo
A 22 anni, Matéo Limnaios ha già un percorso che collega diverse forme di volo. La sua scheda federale, pubblicata il 12 settembre, indica che ha iniziato a praticare il paracadutismo nel 2019. Lo presenta anche come membro della squadra francese di volo in galleria del vento nella specialità Dynamic Solo Speed. Questa disciplina ha prove e risultati propri: un palmarès indoor non va sommato a quello del freestyle all’aperto senza precisazioni.
La stessa scheda riportava allora 7 000 salti e quasi 3 600 ore in galleria del vento. Si tratta di dati federali aggiornati a settembre, non di un conteggio aggiornato dopo Eloy. Danno comunque un’idea del volume di pratica accumulato dietro una prestazione che si misura in secondi.
Il ritratto di ICI chiarisce le origini di questo percorso: Limnaios racconta di aver scoperto la galleria del vento già a otto anni, in una famiglia che conosceva bene il paracadutismo. Oggi lavora come istruttore di paracadutismo e di volo in galleria del vento a La Réole. Nella sua attività si intrecciano quindi formazione, competizione e trasmissione delle conoscenze. Sarebbe invece eccessivo ricavare da questo solo percorso una formula applicabile a tutti i giovani praticanti.
Una stagione già segnata da Vannes
Prima dell’Arizona, Colin e Limnaios avevano vinto l’oro nel Freestyle N1 ai campionati francesi delle discipline artistiche, disputati dall’11 al 13 settembre a Vannes, nel Morbihan. La federazione ha annunciato il risultato il 15 settembre. Questo riferimento nazionale dà spessore alla stagione che ha portato al titolo mondiale, senza rendere le due competizioni intercambiabili.
La cronologia permette di seguire la coppia da un appuntamento all’altro. Non significa che il successo francese rendesse inevitabile la vittoria mondiale. Avversari diversi, un altro campionato e nuove prestazioni vanno considerati per ciò che sono. È proprio questo l’interesse del risultato di Eloy: è maturato nella sua specifica competizione, secondo la sua classifica.
Guardare entrambi i membri della squadra
Il racconto più semplice sarebbe celebrare un uomo che vola e un altro che lo filma. Il funzionamento del freestyle invita a spingersi oltre: le immagini vengono prodotte nel cuore stesso della prestazione. Anche chi inquadra deve muoversi nello spazio in cui si svolge la coreografia.
Per seguire una prossima sequenza bastano tre punti di riferimento per cambiare prospettiva: identificare la disciplina, distinguere il programma libero da quello obbligatorio, poi seguire il rapporto tra performer e telecamera. Si vede così qualcosa di più di un’impresa isolata. Si scopre una coppia la cui coordinazione rende comprensibile il movimento e il cui risultato appartiene a entrambi i componenti.
Fotografia illustrativa: un salto in caduta libera a Spa, in Belgio, fotografato da Filipe Dos Santos Mendes. Non ritrae né la coppia francese né i campionati di Eloy.
Fonti e riferimenti
- FAI: classifica ufficiale del freestyle a Eloy, datata 24 ottobre 2026.
- FFP: risultato mondiale di Lucas Colin e Matéo Limnaios.
- FFP: composizione delle squadre francesi 2026 e profilo di Matéo Limnaios.
- FAI: regolamento 2026 delle discipline artistiche, diffuso dalla federazione tedesca.
- FFP: titolo nazionale a Vannes.
- ICI Gironde: intervista a Matéo Limnaios, 29 ottobre 2026.
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