Nata a Leningrado il 25 ottobre 1926 e morta l’11 dicembre 2012, Galina Vichnevskaïa appartiene a una storia del canto che attraversa i palcoscenici sovietici e occidentali. Il suo centenario offre un’occasione per collegare tre dimensioni della sua carriera: i ruoli d’opera, il recital e la trasmissione.
Tatiana, un ingresso nel repertorio
La biografia pubblicata dal centro d’opera che porta il suo nome colloca la sua carriera al Bol’šoj tra il 1952 e il 1974. Tatiana, nell’*Evgenij Onegin* di Čajkovskij, è uno dei suoi ruoli fondanti.
Il suo repertorio, tuttavia, non si limita a questa eroina. Comprende anche Lisa ne *La dama di picche*, Natasha in *Guerra e pace*, oltre ad Aida, Violetta e Madame Butterfly. Questi personaggi la collocano all’incrocio di diverse tradizioni liriche.
Questa varietà permette di superare l’immagine di un’interprete legata a un unico ruolo, senza pretendere di riassumere la sua voce attraverso una classificazione o un confronto con un’altra cantante.
Rostropovitch, anche al pianoforte
Il recital dà accesso a un altro aspetto di questo percorso. La scheda discografica di Eloquence per Decca documenta sessioni che riuniscono la soprano e Mstislav Rostropovitch al pianoforte, a Walthamstow nel luglio 1961 e poi a Snape nel luglio 1968.
Il programma comprende i *Canti e danze della morte* di Musorgskij, romanze di Čajkovskij e i *Cinque poemi di Anna Achmatova* di Prokof’ev. Rostropovitch, spesso associato al violoncello e alla direzione d’orchestra, interviene qui come accompagnatore.
Queste indicazioni distinguono la pubblicazione in catalogo dalle date effettive della registrazione. Permettono inoltre di scegliere cosa ascoltare in base alle opere e agli interpreti, senza confondere una presentazione documentaria con una recensione di un disco.
L’esilio, poi la trasmissione
Vichnevskaïa e Rostropovitch lasciarono l’Unione Sovietica nel 1974. Secondo il centro d’opera, il loro sostegno ad Aleksandr Solženicyn contribuì alle pressioni subite; la cittadinanza sovietica fu loro revocata nel 1978, poi restituita all’inizio degli anni 1990.
Il centro moscovita, aperto il 1° settembre 2002, prosegue la sua attività con i giovani cantanti. La Fondazione Rostropovitch–Vichnevskaïa, di cui fu cofondatrice, ricorda anche il suo impegno per la salute dei bambini.
La sua eredità si ritrova così nei ruoli, nelle registrazioni e nelle istituzioni. Queste tracce complementari offrono diversi accessi a una carriera, al di là del solo racconto della diva.
*Ritratto del 2008: Alexey Yushenkov / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.*






