Una voce scomparirebbe dalla bolletta del gas britannica, ma non le spese che finanzia. Il governo ha annunciato il 28 ottobre 2026 di voler abolire i costi fissi giornalieri, i «standing charges». La modifica merita di essere letta con più attenzione di un semplice sconto generalizzato: il suo effetto dipenderebbe dalla quantità di gas consumata.
Per i lettori, la domanda è molto concreta. Una bolletta senza quota fissa può costare di più? Sì, se l’aumento del prezzo di ogni kilowattora supera il risparmio ottenuto sulla quota fissa. È tutta qui la questione della ripartizione introdotta dalla riforma.
Cosa è stato annunciato e cosa resta da definire
Secondo il comunicato del Tesoro britannico, il progetto riguarda circa 23 milioni di famiglie. Il governo chiede all’autorità di regolamentazione Ofgem di attuarlo nel 2027, o appena possibile dopo tale scadenza. L’annuncio non va quindi interpretato come un’abolizione già entrata in vigore nel novembre 2026.
Il Tesoro stima che circa il 60 % delle famiglie titolari di un contratto potrebbe risparmiare, con un guadagno medio di circa 45 sterline all’anno per questo gruppo. Si tratta di una stima, non di una riduzione garantita per ogni cliente. Il metodo si basa su dati di indagine relativi alle spese delle famiglie, adeguati alle tariffe di fine 2026. Il calcolo è statico: non presuppone che le famiglie modifichino i consumi dopo la riforma.
Due prezzi diversi sulla stessa bolletta
Le tariffe di riferimento pubblicate da Ofgem aiutano a valutare gli ordini di grandezza. Da ottobre a dicembre 2026, il prezzo medio del gas per i clienti che pagano tramite addebito diretto è di 7,97 pence per kilowattora, a cui si aggiungono 29,68 pence al giorno di costi fissi. Questi importi includono l’IVA sul gas.
La quota fissa ammonta quindi a 108,33 sterline moltiplicando la tariffa giornaliera per 365 giorni. Questo calcolo annualizza una tariffa trimestrale; non è una previsione della bolletta annuale effettiva, poiché i prezzi possono variare. Anche la regione e il metodo di pagamento modificano gli importi applicabili. I dati riportati nelle tabelle di Ofgem riguardano Inghilterra, Scozia e Galles.
Occorre inoltre evitare un altro equivoco: un importo annuale indicato per un consumo tipo non è un massimale identico per tutte le abitazioni. Il volume consumato resta una variabile decisiva. Confrontare due contratti guardando soltanto alla quota fissa significa quindi considerarne solo metà.
Un esempio per capire chi ci guadagna
Prendiamo un esempio puramente didattico, che non rappresenta né la futura tariffa di Ofgem né una previsione. Supponiamo una quota fissa di 108 sterline all’anno. La si elimina e si aumenta il prezzo dell’energia di 1 penny per kilowattora, cioè 0,01 sterline.
Con un consumo annuo di 5 000 kWh, il sovrapprezzo variabile sarebbe di 50 sterline. Eliminati i 108 sterline di costi fissi, la famiglia risparmierebbe 58 sterline. Con 15 000 kWh, il sovrapprezzo arriverebbe a 150 sterline: la bolletta aumenterebbe quindi di 42 sterline.
In questo esempio, il punto di pareggio è a 10 800 kWh: 10 800 moltiplicato per 0,01 sterline equivale alle 108 sterline eliminate. Al di sotto, il cliente ci guadagna; al di sopra, ci perde. Un sovrapprezzo diverso per kilowattora sposterebbe questa soglia. Questi numeri illustrano il meccanismo, senza indicare il livello di consumo a partire dal quale la riforma effettiva diventerebbe svantaggiosa.
L’esempio mostra anche perché sarebbe scorretto sottrarre semplicemente 108 sterline da tutte le bollette. Bisognerebbe conoscere la nuova tariffa variabile, le altre condizioni del contratto e le eventuali tutele.
Un consumo elevato non è sempre una scelta
Nelle FAQ sul bilancio, il ministero competente per l’energia riconosce che alcune famiglie vulnerabili consumano quantità elevate di gas che non possono evitare. Annuncia misure mirate, le cui modalità saranno precisate in seguito.
Questa precisazione cambia il modo di valutare il progetto. Un saldo medio favorevole non indica, da solo, se le situazioni più difficili saranno tutelate. Per valutare l’equità del sistema, occorrerà considerare insieme il nuovo prezzo unitario e i criteri di accesso a queste misure, anziché presentarli separatamente.
Le stesse FAQ confermano che i costi necessari al funzionamento del sistema continueranno a essere pagati attraverso il prezzo dell’energia. L’eliminazione della voce fissa è dunque un altro modo di addebitare i costi; non cancella automaticamente una spesa a livello di settore.
Le informazioni da verificare al momento dell’attuazione
Per una famiglia interessata, tre elementi consentiranno un confronto attendibile: il consumo annuo in kWh, le due componenti della tariffa attuale e la futura tariffa applicabile alla sua situazione. Una stima basata su una media nazionale non potrà sostituire questi dati.
Occorrerà inoltre distinguere una diminuzione dovuta alla nuova ripartizione dei costi da una variazione del prezzo del gas in sé. Le due cose possono verificarsi contemporaneamente e produrre effetti opposti. Senza questa distinzione, una bolletta più bassa potrebbe essere attribuita interamente alla riforma, oppure un aumento potrebbe nascondere il vantaggio che essa offre a chi consuma poco.
Al 6 novembre, i documenti consultati indicano una linea d’azione e un calendario previsto. Il punto decisivo sarà la tariffa effettivamente adottata, insieme alle relative tutele. Sarà questa a trasformare la promessa di una bolletta più equa in un risultato misurabile per ogni famiglia.
Foto illustrativa: un bruciatore di un fornello a gas.






