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Zecche: perché una siepe e una foresta non indicano lo stesso rischio

Un modello di INRAE e CNRS studia le zecche alla scala del paesaggio bocage. Cosa misura, quali sono i suoi limiti e quali precauzioni restano utili in autunno.

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Femmina di zecca Ixodes ricinus su uno stelo secco, fotografata in Germania.
Fonte e licenza dell’immagine
W.alter — Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0

Una foresta, il suo margine e la siepe che costeggia un campo non costituiscono un ambiente uniforme per le zecche. È a questa scala di dettaglio che uno strumento presentato da INRAE il 31 agosto 2026 cerca di stimarne meglio l’abbondanza. Il tema resta attuale in autunno: conoscere gli ambienti favorevoli aiuta a comprendere l’esposizione, ma non permette di prevedere cosa accadrà a una persona che va a passeggio.

Il punto decisivo sta nella parola «abbondanza». Il modello descrive la distribuzione relativa delle zecche in un paesaggio agricolo a bocage. Non fornisce una diagnosi né la probabilità individuale di contrarre una malattia dopo un’escursione.

Una ricerca condotta in due territori francesi

Secondo il comunicato di INRAE, i ricercatori di INRAE e CNRS si sono basati su tre anni di campionamenti nelle zone atelier Armorique, nell’Ille-et-Vilaine, e Pyrénées-Garonne, nell’Alta Garonna. Durante i picchi di attività primaverili sono state raccolte quasi 12 000 ninfe di Ixodes ricinus.

Queste osservazioni sono servite a mettere in relazione le variazioni di densità con caratteristiche del paesaggio e meteorologiche. Il modello distingue le foreste dai margini delle foreste e dalle siepi. In questi ultimi ambienti, l’abbondanza stimata aumenta con il perimetro forestale e diminuisce, in particolare, con la distanza dalla foresta.

Il prototipo è presentato come aperto e adattato ai paesaggi a bocage nelle condizioni climatiche della Francia continentale. I risultati sono pubblicati su «Basic and Applied Ecology». Potrebbero aiutare a esaminare le conseguenze degli interventi sul territorio; il comunicato non dimostra una convalida locale per ogni territorio europeo.

Perché la forma del paesaggio conta

Una siepe non è soltanto una linea su una carta stradale. Per studiare un organismo vivente, la sua vicinanza ad altri habitat e le condizioni che vi incontra possono essere importanti. È proprio questo che si perde con una lettura che distingue soltanto grandi categorie, come «campagna» o «foresta».

La scheda dell’ECDC dedicata a Ixodes ricinus, aggiornata a luglio 2014, descrive una specie sensibile all’umidità, presente soprattutto in ambienti boschivi e in altri habitat favorevoli ai suoi ospiti. Spiega che la zecca attende il passaggio di un animale sulla vegetazione e scende poi verso la lettiera per reidratarsi.

Questa biologia aiuta a capire perché due luoghi vicini possano offrire condizioni diverse. Non permette, però, di dedurre il numero di zecche presenti in un giardino semplicemente osservandone la vegetazione. L’osservazione di un ambiente e la misurazione di una popolazione restano due informazioni distinte.

Il ciclo comprende uovo, larva, ninfa e adulto. L’ECDC indica che gli stadi che si nutrono utilizzano ospiti diversi, tra cui mammiferi e uccelli. La relazione tra paesaggio e zecche dipende quindi anche dagli animali che lo frequentano.

A quali domande può rispondere una simulazione

Il valore di un modello sta nel rendere esplicite le relazioni e nel confrontare situazioni definite. Un ente locale o un gruppo di ricerca può così porre una domanda più precisa di «questo paesaggio è pericoloso?»: quali settori presentano condizioni associate a un’abbondanza più elevata, secondo i dati utilizzati?

La risposta dipende dall’ambito dello studio. I campionamenti descritti qui riguardano ninfe e picchi primaverili. Non vanno trasformati in un censimento permanente di tutti gli stadi, in ogni stagione e in tutti i paesi.

Neppure il numero di esemplari raccolti corrisponde al numero di persone malate. Questa confusione cambierebbe completamente il significato del risultato. Per passare dalla presenza di un vettore a una malattia umana intervengono altri elementi, tra cui la presenza di un agente patogeno e un’esposizione che ne consenta la trasmissione.

Una mappa dell’abbondanza non è una mappa del rischio individuale

Una zona classificata più in basso in una stima non è necessariamente priva di zecche. Al contrario, una zona favorevole non significa che ogni persona che la attraversa verrà morsa o infettata. La mappa descrive un fenomeno a una determinata scala; la situazione di un individuo non si riduce al colore che gli è stato assegnato.

Questa distinzione evita anche conclusioni eccessive sulla gestione delle siepi. Il lavoro presentato non è un invito generale a estirparle. Usare una simulazione per studiare un intervento sul territorio presuppone di esaminarne il contesto, gli obiettivi e le altre conseguenze, invece di ricavare una decisione univoca da un indicatore.

Forse il risultato più utile per il grande pubblico è questo cambiamento di prospettiva: i margini e le zone di transizione tra habitat meritano attenzione. Dal punto di vista ecologico, la foresta non finisce al confine tracciato su una carta.

Le precauzioni restano utili in autunno

La pagina governativa dedicata alla prevenzione, aggiornata il 14 agosto 2026, ricorda che l’attività è particolarmente intensa in primavera e in autunno, ma che le zecche possono essere presenti tutto l’anno quando le condizioni sono miti.

Raccomanda di indossare abiti lunghi e coprenti, di usare un repellente omologato adatto alla persona e di controllarsi attentamente al rientro. Le indicazioni relative all’età e all’uso del prodotto sono importanti, in particolare per i bambini e le donne in gravidanza. Se una zecca è attaccata alla pelle, bisogna rimuoverla rapidamente con uno strumento adatto, senza applicarle prodotti prima di toglierla, e poi sorvegliare la zona. Un arrossamento che si estende, la febbre o sintomi persistenti giustificano un consulto medico.

Questi gesti rispondono a una situazione concreta. Il modello, invece, migliora il modo di studiare un paesaggio. I due approcci si completano, purché non si chieda a nessuno dei due di stabilire ciò che non può accertare.

Foto d’illustrazione: una femmina di Ixodes ricinus fotografata in Germania nel maggio 2021, e non un esemplare raccolto nelle due zone dello studio.

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