Come raccontare l’incontro con un’intelligenza sconosciuta senza spiegare tutto attraverso i dialoghi? La realizzazione di 2001: Odissea nello spazio offre una risposta concreta. Stanley Kubrick ha progressivamente eliminato battute e commenti, affidando una parte sempre più ampia del racconto alle immagini e ai suoni.
Una sceneggiatura e un romanzo sviluppati in parallelo
La scheda del British Film Institute indica Kubrick e Arthur C. Clarke come sceneggiatori del film uscito nel 1968. Riporta una durata di 141 minuti e cita Keir Dullea, Gary Lockwood e William Sylvester tra gli interpreti.
Il resoconto storico pubblicato dalla NASA precisa che la loro collaborazione è iniziata nell’aprile 1964. La sceneggiatura e il romanzo sono stati sviluppati in parallelo, a partire da diverse fonti d’ispirazione, tra cui il racconto La sentinella di Clarke. Leggere il libro può quindi offrire spiegazioni che il film ha scelto di tralasciare.
La musica sostituisce alcune spiegazioni
La NASA descrive l’eliminazione di una parte dei dialoghi e della narrazione esplicativa. Le lunghe sequenze non hanno bisogno di conversazioni per far progredire l’esperienza dello spettatore.
La scelta musicale contribuisce a questa costruzione. Sul bel Danubio blu di Johann Strauss e Così parlò Zarathustra di Richard Strauss sono tra le opere scelte. Eppure Kubrick aveva commissionato una partitura originale ad Alex North, che alla fine ha escluso dal montaggio.
Queste decisioni non sono dettagli aggiunti dopo il racconto: contribuiscono alla sua stessa forma. Lo spettatore deve mettere in relazione gesti, oggetti e spostamenti, anziché aspettare che un personaggio espliciti ogni questione.
Un punto di riferimento per avvicinarsi al film
Il computer HAL 9000 e la missione verso Giove costituiscono una parte di questo percorso, senza esaurirne le questioni. Il film passa da scale molto diverse, dall’utensile tenuto in mano all’esplorazione spaziale.
Conoscere questa genesi aiuta ad accettare i suoi silenzi. Sono il risultato di una scelta narrativa: lasciare allo sguardo e all’ascolto un compito che il commento avrebbe potuto svolgere al loro posto.
Fotografia illustrativa: una bobina Super 8, non collegata a una copia del film, di CEphoto, Uwe Aranas / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.






