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Amazzonia: la deforestazione diminuisce, ma la foresta è ancora sotto pressione

Dopo la rielezione di Lula, il dibattito si sposta sulla protezione effettiva della foresta. Una misurazione annuale, uno scenario alternativo e gli ostacoli politici fanno luce su questioni diverse.

La volta della foresta amazzonica vista dall’alto vicino a Manaus, nel 2011.
Fonte e licenza dell’immagine
Neil Palmer / CIAT / Wikimedia Commons — [CC BY-SA 2.0](https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/). Archive 2011.

3 335 km² di deforestazione in un anno: il livello più basso della serie iniziata nel 1988. L’INPE, l’istituto spaziale brasiliano, ha annunciato questo risultato il 16 ottobre 2026. Il dato riguarda il periodo da agosto 2025 a luglio 2026, a fronte dei 5 731 km² dei dodici mesi precedenti, con un calo del 41,8 %.

Il dato descrive quindi un periodo precedente alla rielezione di Lula, avvenuta il 25 ottobre. Non misura i primi effetti di quella vittoria.

Un bilancio annuale, non un conteggio degli incendi

Questo risultato del programma Prodes resta una stima basata sulle immagini prioritarie; il bilancio consolidato sull’Amazzonia dovrebbe arrivare nel primo semestre dell’anno successivo. Gli allarmi del sistema Deter servono invece a orientare i controlli: sommarli non restituisce il rilevamento annuale.

Un’altra distinzione: la diminuzione della deforestazione non esclude né gli incendi né il degrado. Il calo registrato lascia comunque migliaia di chilometri quadrati di perdite.

I «20 000 km² evitati» rispondono a un’altra domanda

Nella sua analisi pubblicata il 28 settembre, Carbon Brief stima che almeno 20 000 km² di foresta siano rimasti intatti dal ritorno al potere di Lula nel 2023, rispetto a uno scenario in cui il codice forestale non fosse stato applicato.

Questa superficie non è un secondo inventario sul terreno. Rappresenta la differenza rispetto a una traiettoria modellizzata, utilizzata come approssimazione della prosecuzione delle politiche di Jair Bolsonaro. Il calcolo dipende da queste ipotesi. Non va sommata alle superfici del bilancio annuale per ricavarne un totale di foresta «salvata».

Un mandato in più, ostacoli persistenti

Il reportage di Associated Press dopo il voto riferisce del sollievo delle organizzazioni indigene e ambientaliste, ma anche della loro preoccupazione per un Congresso rafforzato a destra e per gli interessi agroindustriali. L’agenzia ricorda inoltre le critiche suscitate dal sostegno di Lula alle ricerche petrolifere in mare vicino all’Amazzonia.

La continuità politica può favorire la protezione delle foreste; non garantisce né i voti del Parlamento né l’assenza di contraddizioni nelle scelte energetiche. I prossimi rilevamenti permetteranno di valutare l’andamento effettivo al di là del risultato elettorale.

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