Carlo III è atteso nei Caraibi per una tournée annunciata dal 27 ottobre al 4 novembre 2026. La visita si inserisce in un dibattito già promosso dai leader regionali: come affrontare le conseguenze della schiavitù e dell’espropriazione dei popoli indigeni?
Tre Paesi, un programma annunciato
Il programma pubblicato da Buckingham Palace il 2 ottobre prevede visite del re alle Bahamas e in Guyana, seguite dalla sua partecipazione, insieme alla regina Camilla, agli incontri organizzati ad Antigua e Barbuda.
Giovani, biodiversità e resilienza delle comunità figurano tra i temi annunciati. In Guyana, il programma include un incontro con il Consiglio nazionale dei *toshaos*, che rappresenta le comunità indigene. Ad Antigua e Barbuda, la coppia reale dovrebbe assistere all’apertura della riunione dei capi di governo del Commonwealth.
Questi appuntamenti restano un programma: il loro annuncio non dice ancora che cosa verrà pronunciato o deciso.
Che cosa chiede la CARICOM
In un intervento del 17 settembre, pubblicato il 18, Carla Barnett, segretaria generale della Comunità dei Caraibi, presenta le riparazioni come una questione di riconoscimento dei torti, responsabilità e trasformazione.
Illustra un piano rivisto in dieci punti, adottato dai leader della CARICOM a luglio. Il piano riguarda, tra l’altro, la sanità pubblica, l’istruzione, lo sviluppo culturale, il sostegno alle popolazioni indigene, la cancellazione del debito e le compensazioni finanziarie. La rivendicazione, quindi, va oltre la sola questione di un pagamento.
Barnett aveva inoltre annunciato l’intenzione di portare la questione alla riunione del Commonwealth a novembre. Questa iniziativa esprime una priorità diplomatica della CARICOM; non equivale a un accordo di tutti i partecipanti sulle misure da adottare.
Dai rimpianti alle decisioni pubbliche
Secondo Reuters, il 27 ottobre, Buckingham Palace afferma che il re parlerà del ruolo britannico nella tratta transatlantica, senza presentare scuse formali, in linea con la politica del governo. Quest’ultimo esclude anche riparazioni finanziarie.
La portata della visita dipenderà dalle parole pronunciate e dagli impegni assunti dai governi. Un riconoscimento storico, una discussione e un meccanismo di riparazione sono tre fasi distinte.






