La stanchezza dei piloti non si misura soltanto in base al numero di ore di riposo previsto in un programma di servizio. Dipende anche dalla possibilità di segnalare di non essere in condizione di volare. È una delle conclusioni dell’indagine presentata il 22 ottobre dall’European Cockpit Association, che rappresenta i piloti a livello europeo.
Alla domanda su come reagiscono abitualmente quando si sentono inidonei al volo a causa della stanchezza, il 24,2 % dei 7 198 partecipanti dichiara di non segnalarlo e di volare comunque. Al contrario, il 37,2 % dichiara la propria inidoneità; il 16,8 % si mette in malattia. Queste risposte descrivono comportamenti dichiarati, non la percentuale di voli effettuati con un equipaggio stanco.
Cosa si può dire sulla base dei dati
Il rapporto di Baines Simmons, realizzato per l’ECA, si basa su una partecipazione volontaria online, dal 4 agosto al 7 settembre 2026. Riunisce piloti di 32 paesi. La maggior parte delle domande riguarda le quattro settimane precedenti la compilazione, durante il periodo estivo.
Un altro risultato: il 76,8 % delle 7 110 persone che hanno risposto a una domanda sulla sonnolenza segnala almeno un episodio. La domanda comprende i microsogni, i colpi di sonno e la difficoltà a tenere gli occhi aperti. Ridurre questo dato a un numero equivalente di piloti che si sono tutti addormentati significherebbe perdere una sfumatura del questionario.
Il campione non è stato estratto a sorte tra tutti i piloti europei. Anche la distribuzione per paesi e alcune formulazioni sono cambiate rispetto all’indagine del 2023: un confronto diretto non basta quindi a stabilire un peggioramento generale.
Poter dichiarare la stanchezza
Per l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea, EASA, i limiti ai tempi di servizio costituiscono una base. Devono essere accompagnati da un monitoraggio operativo e da segnalazioni utili. Gli equipaggi devono poter dichiarare la propria stanchezza senza temere conseguenze negative.
L’agenzia sottolinea inoltre che le proroghe del servizio lasciate alla discrezione del comandante devono rimanere eccezionali. La questione riguarda quindi l’organizzazione del lavoro e la cultura della sicurezza delle compagnie, al di là della sola capacità individuale di restare svegli.






