ϟ IN PRIMO PIANOStarship: cosa dimostrerebbe una doppia cattura e cosa resterebbe da riuscire a fareUna rivista del Lussemburgo 7 nov 2026
Italiano
LetzViewmag
IL LUSSEMBURGO. LA GRANDE REGIONE. IL MONDO.Uno sguardo aperto.
Un’altra prospettiva.
Spazio

Starship: cosa dimostrerebbe una doppia cattura e cosa resterebbe da riuscire a fare

Catturare la navicella Starship dopo il rientro orbitale sarebbe una tappa distinta dal recupero del propulsore. E neppure una doppia cattura dimostrerebbe ancora che entrambi i veicoli possono essere ispezionati, rimessi a punto e rilanciati rapidamente.

Aggiungi LetzView alle mie fonti preferite
Il booster Super Heavy rientra verso la torre di Starbase durante il quinto volo di prova, il 13 ottobre 2024.
Fonte e licenza dell’immagine
Steve Jurvetson — CC BY 2.0 — Wikimedia Commons

Recuperare un lanciatore non significa soltanto farlo tornare sulla Terra: bisogna anche riportarlo in un punto preciso e afferrarlo senza danneggiarlo. SpaceX intende tentare di catturare alla torre di lancio entrambi gli elementi di Starship, il propulsore Super Heavy e la navicella. Al 7 novembre 2026, questa doppia cattura è un obiettivo annunciato per un prossimo test, non un risultato acquisito; il calendario e l’autorizzazione al volo restano da confermare.

Due veicoli, due rientri

Starship è un sistema a due stadi. Super Heavy, il propulsore del primo stadio, fornisce la spinta al decollo. La navicella Starship costituisce lo stadio superiore: prosegue la traiettoria dopo la separazione, può raggiungere l’orbita, poi deve tornare verso la Terra. Nel progetto di SpaceX, entrambi i veicoli rientrano verso la torre di lancio, dove dovrebbero essere afferrati da bracci meccanici soprannominati «bacchette».

Futura Sciences ricorda che il booster è già stato recuperato durante voli precedenti. Il rientro dello stadio superiore, però, aggiunge una sequenza specifica. Dopo la fase orbitale, la navicella deve iniziare il rientro nell’atmosfera, attraversare una zona in cui il riscaldamento è intenso, poi correggere la traiettoria fino alla torre. Ogni fase deve portare un veicolo ancora in volo nella posizione giusta per essere catturato.

Occorre quindi distinguere tra un rientro controllato e un recupero. Secondo le informazioni riportate da Futura Sciences, la navicella ha già concluso alcuni voli con ammaraggi controllati. Questo non significa che abbia già raggiunto la torre per essere afferrata dai suoi bracci. Un ammaraggio e una cattura al sito di lancio non coinvolgono la stessa fase della missione né richiedono la stessa precisione finale.

Cosa devono fare le «bacchette»

I bracci della torre non sono semplici pinze collocate sulla traiettoria di un veicolo che scenderebbe passivamente. Perché la cattura riesca, il veicolo deve arrivare in una configurazione e in una posizione compatibili con la presa. Ciò presuppone che siano state controllate le fasi precedenti: il rientro, il comportamento termico, il controllo dell’orientamento e la guida verso la torre.

La posta in gioco è anche operativa. Un tentativo di cattura di Super Heavy non basta a convalidare quella di Starship: la navicella arriva dopo una missione orbitale e un rientro atmosferico. Catturarla dimostrerebbe che questa sequenza può concludersi con un rientro nel sito previsto. Sarebbe una tappa importante nel recupero del sistema completo, ma non ancora la dimostrazione di un ciclo di voli ripetuti.

Le indicazioni disponibili sul calendario al 7 novembre vanno trattate con prudenza. Futura Sciences parla di un obiettivo fissato intorno al 12 o 13 novembre, segnalando al contempo altri calendari che indicano il 30 novembre. Queste date non costituiscono una conferma del decollo. La Federal Aviation Administration (FAA), che disciplina le operazioni di lancio e rientro negli Stati Uniti, indica che SpaceX deve ottenere un permesso sperimentale e/o una licenza operativa per far volare Starship/Super Heavy. Gli elementi consultati non confermano che sia stata concessa l’autorizzazione necessaria per questo profilo di volo.

Una cattura non equivale a rimettere in servizio

Anche se i bracci afferrassero entrambi i veicoli, resterebbe da stabilire cosa accade dopo l’istante spettacolare della cattura. Bisognerebbe in particolare sapere in che condizioni rientrano gli elementi, quanto tempo richiedono la loro ispezione e le eventuali riparazioni, e quando possono ripartire. Un recupero riuscito, da solo, non dà queste risposte.

Questa distinzione è importante per valutare le promesse di riutilizzo. Recuperare un veicolo può consentire di esaminarlo e, eventualmente, di prepararlo per un altro volo. Ma la cadenza dei lanci dipende anche dal tempo e dalle operazioni necessarie tra una missione e l’altra. Senza dati sulle ispezioni, sulla rimessa a punto e sui voli successivi, è prematuro dedurre da una cattura un riutilizzo rapido o risparmi quantificati.

La FAA ricorda inoltre che l’esame di un permesso o di una licenza riguarda diversi aspetti, tra cui la sicurezza del pubblico, i requisiti assicurativi e gli impatti ambientali. Il suo ruolo non si limita quindi a convalidare un gesto tecnico: l’autorizzazione disciplina le operazioni che l’azienda può effettuare. La pagina dell’agenzia consultata illustra questo quadro generale, ma non dimostra che il volo previsto abbia ricevuto il via libera.

Il collegamento con la Luna passa da altre fasi

Il recupero completo interessa anche i progetti lunari, ma non li rende immediatamente possibili. Per la versione di Starship destinata a fungere da lander per Artemis, la NASA descrive un’architettura in cui diversi veicoli devono portare in orbita terrestre bassa propellente criogenico — propellenti conservati a temperature molto basse. Questi veicoli devono rifornire un deposito, che alimenterà poi il lander lunare.

Questa architettura annunciata comporta operazioni in orbita distinte da una cattura al suolo. Il fatto che un veicolo sia in grado di tornare alla propria torre non dimostra, da solo, che possa trasferire carburante nello spazio, né che abbia compiuto un viaggio verso la Luna. La NASA presenta il raggruppamento del propellente come una fase da dimostrare nell’ambito della missione senza equipaggio prevista per la sua architettura. Si tratta di un piano, non di un’operazione già realizzata.

Una doppia cattura costituirebbe dunque una prova specifica: quella del rientro dello stadio superiore al sito di lancio e della sua cattura, oltre al recupero del propulsore. Per i passi successivi occorrerebbero altre prove, relative alle condizioni dei veicoli, alla loro rimessa in servizio e alle operazioni orbitali necessarie per le missioni lunari. Nel settore spaziale, ogni tappa raggiunta conta, ma non riassume tutte quelle che restano.

Riferimenti

Foto d’archivio: rientro di Super Heavy durante il quinto volo di prova, il 13 ottobre 2024.

Crediti fotografici: Steve Jurvetson — CC BY 2.0 — Wikimedia Commons.

Mantieni uno sguardo aperto.Tous les articles Espace →

Nella stessa sezione