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Hubble: perché la NASA valuta una nuova missione di manutenzione

La NASA consulta le aziende per prolungare la missione di Hubble o prepararne la fine. Orbita, strumenti, complementarità con Webb: la posta in gioco.

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Il telescopio spaziale Hubble sopra la Terra, fotografato da Atlantis nel maggio 2009.
Fonte e licenza dell’immagine
NASA — Wikimedia Commons — Domaine public

Hubble continua a osservare l’Universo, ma la questione del suo futuro si pone anche molto vicino alla Terra. Il 29 ottobre 2026 la NASA ha avviato una consultazione con le aziende per valutare un intervento sul telescopio. La posta in gioco va oltre la sostituzione di uno strumento: riguarda la sua altitudine, la durata del servizio e, in ultima analisi, la gestione del suo rientro nell’atmosfera.

Questa iniziativa non significa che una missione di riparazione sia già stata decisa. Apre una fase di studio delle capacità disponibili. Per capire che cosa potrebbe accadere, occorre distinguere tre operazioni spesso riunite sotto la stessa definizione: prolungare un’orbita, sottoporre a manutenzione un osservatorio e pianificarne la fine.

Una consultazione, non ancora una missione

La richiesta di informazioni della NASA riguarda diverse possibilità: riportare Hubble su un’orbita più alta, intervenire sul telescopio per migliorarne le capacità oppure preparare un rientro controllato quando terminerà la sua operatività.

Le aziende possono rispondere fino al 30 novembre 2026. In questa fase, la consultazione non individua né un fornitore selezionato né una missione finanziata. Serve a chiarire le possibili opzioni, i relativi vincoli e la loro fattibilità.

La distinzione è importante. Un annuncio di lancio comporterebbe un calendario e un’architettura di missione già definiti. Qui la NASA chiede innanzitutto all’industria che cosa sarebbe in grado di proporre. Le risposte potranno precisare il ventaglio delle soluzioni, ma non garantiscono che si svolgerà un intervento.

Perché l’altitudine diventa una questione importante

Un telescopio in orbita bassa non si trova in un vuoto assolutamente privo di materia. La resistenza atmosferica finisce per ridurne l’altitudine. Hubble non dispone di un sistema di propulsione di bordo che gli consenta di mantenere autonomamente la propria orbita.

Secondo la stima pubblicata dalla NASA, il rientro potrebbe verificarsi nel 2033 o nel 2034. L’agenzia ritiene quindi che un intervento dovrebbe avvenire entro il 2032. Si tratta di proiezioni e di una scadenza per la preparazione, non di una data di lancio già fissata.

Rialzare l’orbita risolverebbe il problema della traiettoria. Questo non comporterebbe automaticamente la sostituzione delle apparecchiature invecchiate. Viceversa, riparare uno strumento non basterebbe a compensare la perdita di altitudine. Un’eventuale missione dovrà specificare quali servizi sarà effettivamente in grado di fornire.

Occorre inoltre distinguere l’orientamento del telescopio dal suo spostamento orbitale. I sistemi di puntamento consentono di inquadrare un obiettivo astronomico, ma non costituiscono un motore in grado di rialzare l’orbita. Hubble può quindi continuare a produrre osservazioni mentre si pone la questione della durata della sua vita orbitale.

Un osservatorio già trasformato nello spazio

Lanciato nel 1990, Hubble ha ricevuto cinque visite di manutenzione. L’ultima, nel maggio 2009, ha comportato in particolare l’installazione di nuovi strumenti, la riparazione di strumenti esistenti e la sostituzione di diverse apparecchiature essenziali.

Questa storia spiega perché l’idea di un intervento abbia un significato particolare per Hubble. L’osservatorio non è rimasto fermo alla sua configurazione iniziale. Anche i successivi miglioramenti fanno parte del suo percorso scientifico.

Ma l’esistenza delle precedenti missioni dello Space Shuttle non costituisce un manuale operativo per una nuova visita commerciale. I mezzi di accesso e di intervento devono essere studiati in funzione del progetto previsto. La consultazione in corso non permette ancora di descrivere un’équipe, un veicolo o una procedura come se fossero già stati scelti.

La capacità di continuare a osservare dipende anche dalla gestione delle apparecchiature disponibili. La NASA spiega che il funzionamento con un solo giroscopio si avvale di altri sensori per garantire il puntamento. È una risposta a un vincolo operativo, distinta da un intervento sull’orbita.

Perché James Webb non rende Hubble inutile

L’arrivo di James Webb può dare l’impressione che un grande telescopio prenda il posto del precedente. La loro complementarità è però più interessante di questa apparente successione.

Hubble osserva nell’ultravioletto, nella luce visibile e in una parte del vicino infrarosso. Webb opera nel vicino e nel medio infrarosso. Queste bande non mostrano esattamente gli stessi fenomeni né gli stessi dettagli.

L’infrarosso aiuta in particolare a studiare regioni in cui la polvere ostacola la vista nella luce visibile. È inoltre essenziale per osservare la luce di galassie lontane spostata verso lunghezze d’onda maggiori. Ciò non elimina l’interesse delle osservazioni di Hubble nel visibile e nell’ultravioletto.

I due osservatori si trovano anche in ambienti diversi: Hubble orbita intorno alla Terra, mentre Webb si trova nei pressi del punto di Lagrange L2, a circa 1,5 milioni di chilometri. La loro posizione non rende praticabili gli stessi tipi di intervento. Non si può quindi dedurre una politica di manutenzione comune dal solo fatto che si tratta di due telescopi spaziali.

Che cosa dovranno chiarire le prossime decisioni

L’interesse scientifico di Hubble e la fattibilità di un intervento sono due questioni collegate, ma diverse. Una nuova missione dovrebbe precisare che cosa intende prolungare: il tempo trascorso su un’orbita utilizzabile, alcune capacità strumentali o entrambe le cose.

La preparazione della fine della missione fa parte anch’essa della consultazione. Ricorda che gestire un osservatorio implica pensare a che cosa ne sarà dopo le ultime osservazioni, e non soltanto alle scoperte future.

Per il momento, la notizia è dunque l’apertura di un confronto con l’industria attorno a uno strumento ancora operativo. Le risposte attese a fine novembre saranno una tappa. La scelta di una missione, dei suoi mezzi e del suo calendario ne costituirà un’altra. Hubble mantiene una sua specifica rilevanza scientifica; il modo in cui prolungarla resta da decidere.

Fonti

Foto d’archivio: Hubble fotografato dalla navetta Atlantis nel maggio 2009.

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