A Batam, in Indonesia, alcuni residenti alle prese con interruzioni dell’acqua hanno manifestato davanti al Nongsa Digital Park, un complesso che ospita, tra le altre cose, centri dati. La loro rabbia mette in luce una tensione concreta: queste infrastrutture digitali hanno bisogno di risorse per funzionare, ma le interruzioni segnalate non bastano a dimostrare che ne siano la causa. Per capire cosa sta succedendo — e cosa potrebbero davvero cambiare le risposte annunciate — occorre distinguere tra siccità, guasto elettrico, reti di approvvigionamento e usi industriali.
A Batam, una penuria vissuta e cause dibattute
In alcune località di Batam, le interruzioni dell’acqua sono state abbastanza gravi da compromettere le attività quotidiane e commerciali. Alcuni residenti intervistati dall’AFP parlano dell’impossibilità di farsi la doccia, lavare i piatti o preparare ghiaccio per i loro banchi. A Mata Ikan, un vicino villaggio costiero, alcuni abitanti raccontano di aver dovuto ricorrere all’acqua di mare per lavarsi. Queste testimonianze descrivono difficoltà vissute in prima persona; da sole, però, non misurano la quota imputabile a ciascun utente della rete.
Il fornitore pubblico ABH ha attribuito la situazione a una lunga siccità dovuta alle scarse precipitazioni, aggravata da un intenso episodio di El Niño. Il suo portavoce ha menzionato anche un bacino idrico a livelli bassi e un guasto elettrico che ha compromesso il sistema di approvvigionamento. Da parte sua, una fonte del settore citata dall’AFP afferma che il Nongsa Digital Park riceve l’acqua dal bacino idrico di Duriangkang, distinto da quello associato alle interruzioni menzionate.
Queste spiegazioni non risolvono tutti gli interrogativi. Tuttavia, distinguono la penuria subita dai residenti dall’ipotesi che i centri dati ne siano la causa diretta. A ottobre, il sindaco di Batam, Amsakar Achmad, ha dichiarato a un media locale che le recenti interruzioni non erano state causate dai centri dati, dall’intelligenza artificiale o dagli investitori, bensì da fattori climatici. La documentazione disponibile non fornisce un bilancio che quantifichi il contributo rispettivo della siccità, dei guasti, degli usi domestici e della domanda industriale.
Perché i centri dati utilizzano acqua
Un centro dati ospita server che devono funzionare ininterrottamente. Le apparecchiature informatiche generano calore, che occorre quindi controllare per mantenere gli impianti nelle condizioni di funzionamento previste. A seconda della progettazione del sito, il raffreddamento può richiedere acqua, elettricità o sistemi che combinano più tecniche. La quantità d’acqua necessaria dipende, tra l’altro, dalla tecnologia di raffreddamento, dal clima, dal carico informatico e dalle modalità di approvvigionamento.
Questa domanda si aggiunge a quella degli altri utenti del territorio. Il suo impatto dipende quindi meno da un’etichetta generica — «centro dati» — che da questioni concrete: il sito preleva acqua dallo stesso bacino dei residenti? In quale periodo? Utilizza acqua potabile, riciclata o desalinizzata? Quali sono le capacità della rete e le regole di priorità nei periodi di tensione? Le informazioni disponibili su Batam non permettono di rispondere a tutte queste domande per ogni impianto del parco.
Gaw Capital Partners, proprietaria di uno dei siti, ha dichiarato di essere consapevole del disagio e della frustrazione espressi dalle comunità di Nongsa e delle zone limitrofe. L’azienda afferma di ricorrere, tra l’altro, a sistemi idrici a circuito chiuso. Questi riutilizzano l’acqua nel sistema e possono ridurre il fabbisogno di acqua nuova; non significa che l’impianto non abbia alcun bisogno d’acqua. Il promotore del Nongsa Digital Park non ha risposto alle richieste dell’AFP riportate nell’articolo.
Desalinizzare o riciclare: risposte con i loro vincoli
A fine settembre, le autorità hanno chiesto ai promotori di costruire impianti di desalinizzazione dell’acqua di mare destinati al raffreddamento, per limitare la pressione sulle risorse locali. L’acqua desalinizzata può diversificare l’approvvigionamento, ma la documentazione non specifica né i tempi di realizzazione, né i volumi previsti, né il fabbisogno energetico associato. Si tratta dunque di un requisito annunciato, non di un effetto già misurato sulle interruzioni.
Il riciclo a circuito chiuso risponde a un’altra esigenza: limitare il ricambio d’acqua necessario al funzionamento del sistema. Per valutarne i benefici, occorre conoscere il volume d’acqua effettivamente prelevato, le perdite, i periodi di domanda elevata e la provenienza dell’acqua di reintegro. Una misura può ridurre la pressione senza eliminarla, e il suo valore a livello locale dipende dalla risorsa che consente di preservare.
Il fornitore ABH afferma di stare lavorando per aumentare la capacità dei sei bacini idrici di Batam. Anche la semina delle nuvole, che mira a provocare precipitazioni, è stata menzionata come possibile opzione durante i periodi di siccità. Si tratta di soluzioni diverse: aumentare le riserve, diversificare le fonti o intervenire sulle precipitazioni. Il fatto che siano state menzionate non permette di concludere che siano già state attuate né che basteranno a garantire l’approvvigionamento.
Un’espansione regionale che rende decisiva la pianificazione
Batam si inserisce in una dinamica più ampia che coinvolge Singapore. Dopo che Singapore ha sospeso i nuovi progetti di centri dati tra il 2019 e il 2022, gli investimenti si sono diretti verso l’Indonesia e la Malesia. La vicinanza geografica alla città-Stato, le infrastrutture e le prospettive della domanda digitale hanno contribuito ad attrarre investimenti nella regione. Ma l’arrivo di nuova capacità non si traduce automaticamente in un miglioramento dei servizi per le popolazioni vicine.
Nel resoconto di un webinar tenutosi il 29 ottobre 2026 presso l’ISEAS-Yusof Ishak Institute, il ricercatore James Chai descrive una capacità malese moltiplicatasi per quattordici tra il 2019 e il 2025. Collega questa crescita alla connettività, alle risorse disponibili, alla vicinanza di Singapore e alla domanda informatica. Questo ambito riguarda la Malesia: colloca Batam nel contesto di un’espansione regionale, senza stabilire la responsabilità di un sito indonesiano per le interruzioni locali.
Lo stesso resoconto riferisce che le autorità malesi hanno reso più rigoroso l’esame delle richieste d’acqua: sarebbero stati autorizzati 142 milioni di litri al giorno, contro oltre 800 milioni richiesti. In alcuni casi si privilegiano soluzioni come l’acqua riciclata e il raffreddamento ad aria. Tuttavia, il raffreddamento ad aria può aumentare il consumo di elettricità; spostare parte della domanda da una risorsa a un’altra non elimina quindi la necessità di scegliere tra le due.
Misurare gli effetti, invece di confondere annunci e risultati
Per gli abitanti di Batam, la questione immediata resta l’affidabilità e la qualità dell’acqua distribuita. Alcuni residenti hanno riferito che l’acqua consegnata dalle autobotti era giallastra e maleodorante: queste descrizioni danno conto della loro esperienza, ma non costituiscono un’analisi della sua qualità. Per valutare le risposte, occorrerebbe monitorare nel tempo le interruzioni, la qualità dell’acqua, i livelli dei bacini idrici, i prelievi dei diversi settori e le fonti utilizzate dai centri dati.
Questa trasparenza permetterebbe anche di distinguere un’infrastruttura annunciata da un sito già operativo, e poi di confrontare i prelievi effettivi con le capacità autorizzate. Con l’aumento del fabbisogno digitale, la questione non è soltanto se un centro dati utilizzi acqua. Occorre determinare quale risorsa impieghi, in quale bacino e secondo quali regole quando l’acqua scarseggia. A Batam, le interruzioni e le accuse hanno portato la questione alla luce; gli elementi disponibili non consentono ancora di attribuire la crisi a un’unica causa.
Riferimenti
- Indonesia: abitanti senza acqua se la prendono con i centri dati
- Webinar su “The Political Economy of Malaysia’s Data Centre Boom”
Una sala server di BalticServers. Fotografia a scopo illustrativo; non mostra gli impianti di Batam.
Fotografia: BalticServers.com — Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0.






