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Route du Rhum: Tom Laperche vince nella classe Ultim e firma una traversata record

A 29 anni, Tom Laperche vince la sua prima Route du Rhum in solitaria a bordo di SVR-Lazartigue. Il suo tempo di 6 giorni, 13 ore, 27 minuti e 40 secondi migliora il record di oltre sei ore.

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Il trimarano SVR-Lazartigue naviga all’ingresso di Brest.
Fonte e licenza dell’immagine
Claude PERON — Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0

Tom Laperche ha vinto la Route du Rhum 2026 nella categoria Ultim, a bordo del trimarano SVR-Lazartigue. Alla sua prima partecipazione a questa transatlantica in solitaria, il navigatore di 29 anni ha completato la traversata in 6 giorni, 13 ore, 27 minuti e 40 secondi. L’organizzatore annuncia un nuovo record della regata, migliorato di 6 ore, 19 minuti e 45 secondi.

La velocità, però, non riassume la sfida delle ultime ore. Nell’intervista pubblicata da franceinfo dopo il suo arrivo, Laperche racconta tanto dell’attenzione da mantenere fino alla linea quanto della preparazione svolta insieme alla sua squadra. La prestazione unisce queste due dimensioni: un velista solo a bordo e un progetto realizzato insieme a molte persone.

Un arrivo nella notte guadalupense

L’annuncio ufficiale indica che la linea è stata tagliata l’8 novembre 2026 alle 02:31:40 UTC. In Guadalupa erano ancora le 22:31:40 di sabato 7 novembre. La data della domenica mattina in tempo universale e quella del sabato sera a Pointe-à-Pitre indicano quindi lo stesso istante.

SVR-Lazartigue gareggia nella classe Ultim, quella dei grandi multiscafi della regata. Laperche vince questa classifica e stabilisce il nuovo tempo di riferimento della traversata. Le altre classi hanno classifiche proprie: questo record di traversata non le accorpa al risultato degli Ultim.

L’organizzatore afferma che lo skipper ha condotto la regata dall’inizio alla fine. Il suo tempo supera di oltre sei ore il precedente riferimento, stabilito da Charles Caudrelier nel 2022. Questo dato misura la velocità da un’edizione all’altra; le condizioni di navigazione e lo svolgimento di ogni regata restano specifici della traversata in questione.

Mantenere la lucidità fino alla linea

In prossimità della Guadalupa, il vantaggio non basta più: non si tratta soltanto di sorvegliare gli avversari. Bisogna ancora concludere la regata senza errori, in una zona in cui le manovre, i groppi e le isole mettono alla prova l’attenzione. Franceinfo riferisce anche del passaggio vicino a dispositivi di aggregazione dei pesci nella fase finale.

Laperche descrive la necessità di rimanere pienamente vigile nonostante la mancanza di sonno. La gestione del riposo fa parte della conduzione della barca: la traversata non finisce quando la vittoria sembra probabile, ma quando viene tagliata la linea. Negli ultimi miglia, il navigatore deve quindi mantenere la capacità di prendere decisioni mentre la stanchezza si accumula.

Nell’intervista si parla anche dello shock provato in mare alla notizia del capovolgimento di Armel Le Cléac’h. Laperche racconta di essere rimasto profondamente scosso dalla notizia. Questa reazione ricorda quanto il rischio sia vicino per i concorrenti, anche per chi guida la flotta. Non consente di ricostruire le circostanze dell’incidente dell’altro skipper, che costituiscono un tema distinto.

Il solitario e la squadra a terra

Nella sua testimonianza all’arrivo, Laperche sottolinea il lavoro dei tecnici di SVR-Lazartigue. Parla dei loro sforzi di preparazione e delle notti dedicate a portare il trimarano al suo massimo potenziale. La navigazione in solitaria indica la presenza di un solo velista a bordo; non significa che la progettazione e la preparazione del progetto siano affidate soltanto a lui.

Lo skipper ha ritrovato anche i suoi cari, tra cui il fratellino Mathieu. Sottolinea la fiducia dei suoi genitori, che lo hanno accompagnato lasciandogli però fare le proprie scelte. Queste parole danno all’arrivo una dimensione diversa: il record è pubblico e quantificato, ma il passaggio sul pontile segna anche il ricongiungimento dopo diversi giorni in mare.

Questo lavoro collettivo non riduce la responsabilità del navigatore durante la regata. Aiuta a capire ciò che la precede e la circonda. La barca deve essere preparata, le sue possibilità devono essere note e le decisioni prese a bordo sufficientemente lucide da trasformare la preparazione in un risultato. Laperche attribuisce una parte importante del suo successo alla fiducia riposta nel suo team tecnico.

Una prima partecipazione che diventa un riferimento

Il velista era cresciuto guardando le immagini degli arrivi in Guadalupa. Secondo franceinfo, descrive questa vittoria come un «sogno da bambino». Concludere da vincitore la sua prima Route du Rhum, stabilendo anche un record, dà una forma molto concreta a questa ambizione di lunga data.

Per il futuro, resterà il dato: 6 giorni, 13 ore, 27 minuti e 40 secondi. Ma il racconto di Laperche ricorda cosa si cela dietro una durata così precisa: governare la barca, gestire la stanchezza, mantenere alta l’attenzione e portare fino in fondo il lavoro avviato prima della partenza. Il tempo entra negli annali; la vigilanza degli ultimi istanti spiega perché una regata ormai ben avviata debba comunque essere portata a termine.

Riferimenti

SVR-Lazartigue all’ingresso di Brest nel 2024. Fotografia d’archivio, distinta dall’arrivo della Route du Rhum 2026.

Crediti: Claude PERON — Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0.

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