Ahold Delhaize prevede di perdere tra 200 e 250 milioni di euro di vendite nel quarto trimestre, dopo il cyberattacco che ha perturbato le sue attività a ottobre. Annunciata il 4 novembre, la stima quantifica il mancato guadagno commerciale di un gruppo le cui attività di ordinazione e logistica sono state in parte interrotte. A quella data, il ritorno alla normalità era ancora in corso.
Per il distributore, la sfida va oltre il ripristino dei sistemi informatici: occorre recuperare la capacità di raccogliere gli ordini, rifornire i negozi e servire i clienti. Nella distribuzione alimentare, queste attività sono strettamente interconnesse, anche quando i punti vendita restano aperti.
Sistemi disattivati per proteggere la rete
Nel suo comunicato del 13 ottobre, aggiornato il 14, Ahold Delhaize spiegava di aver messo offline alcuni sistemi a titolo precauzionale, dopo aver rilevato un incidente di cybersicurezza. Questa misura di protezione aveva a sua volta provocato disagi per i clienti, i dipendenti e i partner.
Il gruppo annunciava allora il riavvio controllato di alcuni sistemi, con il supporto di specialisti esterni e in coordinamento con le autorità competenti. I suoi negozi in Europa e negli Stati Uniti restavano aperti, ma le ripercussioni variavano a seconda delle insegne.
Questa cronologia mette in luce una difficoltà del ripristino: rimettere online un servizio implica anche assicurarsi che il suo ripristino non comprometta la sicurezza della rete. L’apertura dei negozi e il ripristino di tutte le loro funzioni non seguono quindi necessariamente lo stesso calendario.
Ordini e approvvigionamento compromessi
Il resoconto presentato il 4 novembre specifica le attività principalmente perturbate: le vendite online nel Benelux e negli Stati Uniti, nonché la catena di approvvigionamento nel Benelux. Bol non è stata interessata dall’incidente, precisa il gruppo.
Secondo la direzione del gruppo, la maggior parte delle perturbazioni è stata contenuta nell’arco di due settimane. Al momento dell’annuncio, tuttavia, il ripristino completo delle attività era ancora in corso.
L’interruzione della raccolta degli ordini può impedire una vendita; una difficoltà logistica può ritardare la disponibilità dei prodotti. Sono due modi in cui un incidente informatico può pesare sull’attività, senza che sia necessario chiudere tutti i negozi. Le comunicazioni del gruppo, tuttavia, non indicano come si ripartisca il mancato guadagno per insegna o per paese.
Ripercussioni sulle vendite e sui risultati
Ahold Delhaize stima una riduzione delle vendite nette nel quarto trimestre pari a 200–250 milioni di euro. L’impatto stimato sul risultato operativo è di 75–100 milioni di euro, sia per l’indicatore sottostante sia per quello contabile. A questi si aggiungono i costi di risposta e ripristino; il gruppo prevede che il loro effetto sul risultato operativo contabile annuale sarà marginale.
Il fatturato e il risultato misurano aspetti diversi: il primo corrisponde alle vendite, il secondo tiene conto dei costi dell’attività. Le due stime non devono quindi essere sommate per calcolare il costo totale. Sono inoltre entrambe previsioni, dato che il trimestre è ancora in corso.
Sul campo, il ripristino dei servizi dovrebbe consentire ai clienti di tornare alle loro consuete abitudini di acquisto. Sul piano finanziario, i prossimi risultati permetteranno di confrontare il mancato guadagno effettivamente registrato con la stima annunciata.
Quattro negozi lussemburghesi colpiti da un altro episodio
In Lussemburgo, all’inizio di novembre è stato segnalato un incidente distinto: nella notte tra il 1° e il 2 novembre sono stati presi di mira gli impianti frigoriferi. Delhaize ha dichiarato a RTL Infos che erano stati colpiti quattro suoi negozi nel paese, senza precisare quali. L’insegna dichiarava di aver adottato le misure necessarie per mantenerli operativi e preservare la freschezza dei prodotti.
Nelle fonti citate non viene stabilito alcun legame tra questo episodio e l’intrusione di ottobre. La stima finanziaria del gruppo riguarda l’incidente di ottobre; in questi documenti non è stato comunicato alcun importo relativo ai negozi lussemburghesi.
L’indagine tecnica resta un altro aspetto della vicenda
Nel suo aggiornamento del 13–14 ottobre, Ahold Delhaize dichiarava di non avere, in quella fase, alcuna prova del furto di dati di clienti, dipendenti o partner. Non si trattava di una conclusione definitiva dell’indagine. Il gruppo limitava i dettagli resi pubblici per non compromettere la propria risposta all’incidente.
Il bilancio commerciale è dunque più preciso delle informazioni disponibili sull’intrusione stessa. Per i clienti e i partner del distributore, gli sviluppi da seguire sono il ripristino completo delle attività e le eventuali conclusioni ulteriori sui dati interessati.
Foto d’archivio: negozio Delhaize di Épinois, in Belgio, nel novembre 2024. Le Sharkoïste / Wikimedia Commons / CC BY 4.0.






