Sensazioni sgradevoli alle gambe, soprattutto a riposo e la sera, accompagnate da un bisogno difficile da trattenere di muoverle: questo quadro può far pensare alla sindrome delle gambe senza riposo, chiamata anche malattia di Willis-Ekbom. Sintomi simili, tuttavia, possono avere altre cause. La loro ricorrenza, l’effetto sul sonno e la loro evoluzione contano più di un’autodiagnosi.
Sensazioni che compaiono soprattutto a riposo
La sindrome è generalmente caratterizzata da un forte bisogno di muovere le gambe e da sensazioni spiacevoli: formicolio, pizzicore, prurito, pulsazioni, bruciore o, talvolta, dolore. Spesso insorgono quando si è immobili, per esempio al momento di addormentarsi, e possono rendere difficile prendere sonno o provocare risvegli.
Una trasmissione di Franceinfo dedicata all’argomento riferisce che la sindrome interesserebbe circa una persona su dieci. Questa cifra dà un ordine di grandezza riportato dal programma, ma non permette di stabilire se una determinata persona ne sia affetta. La frequenza o l’intensità di un sintomo, da sole, non bastano per formulare una diagnosi.
I crampi e alcune neuropatie periferiche possono provocare sensazioni simili. Il britannico NHS cita queste possibilità tra le cause di sintomi analoghi. È un motivo concreto per non concludere da soli di avere la sindrome delle gambe senza riposo, soprattutto se le sensazioni sono nuove, persistenti o diverse da quelle che si conoscono.
Il sonno può risentirne, ma non ogni movimento è un segnale
Il disturbo può rendere difficili le notti e causare stanchezza o sonnolenza durante il giorno. Franceinfo riferisce inoltre che i movimenti periodici delle gambe durante il sonno sono spesso associati alla sindrome. Tuttavia, questi movimenti involontari non sono la stessa cosa del bisogno consapevole di muoversi avvertito a riposo, e la loro presenza non basta, da sola, a stabilire la diagnosi.
Quando il sonno viene interrotto regolarmente, le conseguenze possono andare oltre la stanchezza: concentrazione, umore e qualità della vita possono risentirne. L’NHS raccomanda di chiedere un parere medico se i sintomi impediscono di dormire, incidono sulla salute mentale o non migliorano nonostante semplici accorgimenti.
Le cause non sono sempre individuabili
Non esiste necessariamente un’unica causa evidente. L’NHS indica che la sindrome è associata ai livelli di ferro e alla dopamina, una sostanza chimica coinvolta nella comunicazione tra le cellule nervose. È possibile anche una predisposizione familiare. L’NHS cita inoltre un’associazione con la gravidanza, l’anemia da carenza di ferro e alcune malattie renali. I sintomi legati alla gravidanza scompaiono di solito dopo il parto. Tra le possibili spiegazioni, il programma di Franceinfo menziona l’origine genetica, il ferro e la dopamina; cita anche diversi fattori che possono accentuare i sintomi.
Un’associazione con una carenza di ferro non significa che chiunque soffra di irrequietezza alle gambe debba assumere un integratore. L’NHS precisa che il trattamento dipende dalla causa e che si può prendere in considerazione il ferro se dagli esami del sangue risulta un livello basso. Prima di assumere integratori sono quindi necessari accertamenti e il parere di un professionista.
Anche alcuni farmaci possono essere all’origine delle manifestazioni o aggravarle. L’NHS indica che un medico può valutare le terapie assunte. Ciò non giustifica la modifica o l’interruzione autonoma di un farmaco: ogni revisione deve avvenire con il professionista che lo prescrive o con un altro operatore sanitario competente.
Accorgimenti per il sonno, poi un parere se il problema persiste
Alcuni accorgimenti generali possono aiutare certe persone a gestire meglio i sintomi, senza sostituire una valutazione medica quando il sonno ne risente. L’NHS suggerisce, in particolare, di mantenere orari regolari per andare a dormire e alzarsi, fare attività fisica durante il giorno e provare un bagno caldo, esercizi di stretching, una passeggiata o un massaggio quando si manifestano le sensazioni. Consiglia inoltre di evitare la caffeina dopo mezzogiorno e l’alcol nelle due ore prima di coricarsi.
Questi consigli non garantiscono un miglioramento e non permettono di confermare la causa delle sensazioni. Se persistono, compromettono il sonno o influiscono sul morale, un medico può valutare i sintomi, cercare un’eventuale causa e verificare le terapie in corso. Il trattamento mira innanzitutto a intervenire su un’eventuale causa associata. Se i sintomi peggiorano o resistono al trattamento, l’NHS indica che può essere proposta una visita specialistica.
È quindi più utile osservare il contesto che riconoscere ogni singola sensazione: compare a riposo, si ripresenta soprattutto la sera, il movimento dà sollievo e il sonno ne risente? Questi elementi possono aiutare a descrivere il problema durante una visita, senza sostituirsi alla diagnosi.
Riferimenti
- « Quando le gambe impediscono di dormire » — Franceinfo, C’est ma santé
- « Sindrome delle gambe senza riposo » — NHS
Una camera d’albergo. Fotografia a scopo illustrativo.
Fotografia: Markus Spiske markusspiske — Wikimedia Commons — CC0 1.0.






