ϟ IN PRIMO PIANOAlcaraz-Shelton: due percorsi diversi prima della finale del Masters di ParigiUna rivista del Lussemburgo 8 nov 2026
Italiano
LetzViewmag
IL LUSSEMBURGO. LA GRANDE REGIONE. IL MONDO.Uno sguardo aperto.
Un’altra prospettiva.
Natura e ambiente

Balene franche: un piccolo identificato tardivamente in Canada

Fotografato vicino ad Anticosti il 25 settembre, un piccolo probabilmente nato durante la stagione 2025-2026 è stato identificato dopo l’analisi delle immagini. Il caso mostra come i cataloghi fotografici permettano di precisare i bilanci, senza rendere esaustivi i censimenti.

Aggiungi LetzView alle mie fonti preferite
Una balena franca nordatlantica e il suo piccolo, in una fotografia d’archivio del 2010; non sono gli animali avvistati ad Anticosti nel 2026.
Fonte e licenza dell’immagine
NOAA Photo Library — Wikimedia Commons — Domaine public

Un piccolo di balena franca nordatlantica, avvistato vicino all’isola di Anticosti il 25 settembre 2026, è stato identificato come tale solo dopo diverse settimane di analisi. L’avvistamento tardivo aggiunge un individuo al bilancio dell’ultima stagione riproduttiva, ma ricorda anche che un censimento dipende dagli incontri con gli animali e dalla capacità di riconoscerli uno per uno.

Un avvistamento a settembre, una nascita precedente

I ricercatori del Mingan Island Cetacean Study hanno fotografato una madre con il suo piccolo nelle acque canadesi, vicino ad Anticosti. Le immagini sono state poi trasmesse al gruppo dell’Anderson Cabot Center for Ocean Life del New England Aquarium, che gestisce il catalogo fotografico delle balene franche nordatlantiche. Dopo aver confrontato i dati degli avvistamenti e le fotografie già disponibili, gli scienziati hanno concluso che si trattava di un piccolo non censito in precedenza.

Secondo il New England Aquarium, il piccolo sarebbe probabilmente nato durante la stagione riproduttiva 2025-2026. La sua nascita, quindi, non è stata osservata a settembre e nulla permette di affermare che sia avvenuta in Canada. La femmina, soprannominata «Silt» e registrata con il numero 1817, era stata avvistata brevemente nelle zone riproduttive del sud-est degli Stati Uniti nel febbraio 2026. Potrebbe aver partorito lì senza che la coppia venisse fotografata, ma questa ipotesi non è certa.

La balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis) è una grande balena con fanoni. Si nutre in particolare di copepodi, piccoli crostacei che filtra dall’acqua grazie ai fanoni. Nel corso dell’anno gli animali frequentano diverse zone dell’Atlantico settentrionale: molti si alimentano e si accoppiano nelle acque del New England e del Canada, mentre alcune femmine si spostano nelle acque costiere del sud-est degli Stati Uniti per partorire.

Riconoscere un individuo in una popolazione in movimento

Il monitoraggio si basa in parte sulla fotoidentificazione. Sulla testa le balene franche presentano aree di pelle ruvida, chiamate callosità. La loro forma e disposizione variano da un individuo all’altro e servono da riferimento per confrontare le fotografie scattate nel tempo. In questo modo i gruppi di ricerca possono collegare un avvistamento alla storia di un singolo animale: età stimata, spostamenti, ferite o discendenza nota.

Questo metodo consente di costruire un catalogo a partire dai dati raccolti da diversi enti e osservatori lungo la costa orientale del Nord America. Ciò non significa che ogni animale venga avvistato ogni anno. I rilevamenti aerei e quelli effettuati dalle imbarcazioni coprono luoghi e periodi definiti; i risultati dipendono anche dalla visibilità e dal comportamento delle balene. Una balena che nuota o riposa vicino alla superficie, ma lascia visibile solo una piccola parte del corpo, può essere difficile da individuare. Il meteo e le condizioni del mare complicano ulteriormente l’osservazione.

La fotoidentificazione può quindi correggere a posteriori un bilancio, come in questo caso, ma non permette di concludere che verranno ritrovate tutte le nascite non rilevate. Integra altri metodi di monitoraggio, in particolare i dati acustici, che rilevano vocalizzazioni in aree dove le osservazioni visive sono meno efficaci. Ogni metodo risponde a domande diverse e presenta limiti specifici.

Un bilancio delle nascite, non un conteggio dell’intera popolazione

La stagione riproduttiva nel sud-est degli Stati Uniti, che va da metà novembre a metà aprile, aveva inizialmente registrato 23 coppie madre-piccolo. L’identificazione del piccolo di Silt porta a 24 il totale annunciato dal New England Aquarium per la stagione 2025-2026. Questa cifra indica i piccoli censiti per quella stagione, dopo la revisione; non corrisponde né all’intera popolazione né a un conteggio esaustivo di tutte le nascite.

Come dato di riferimento distinto, NOAA Fisheries fornisce una stima recente di circa 380 balene nella popolazione. Si tratta di una stima riferita a una determinata data, non del numero di animali osservati durante un singolo censimento. La stessa fonte stima in circa 70 il numero delle femmine riproduttrici. Queste scale non vanno confuse: il bilancio annuale delle nascite fornisce informazioni sulla riproduzione, mentre una stima della popolazione riguarda l’insieme degli individui.

I 24 piccoli rappresentano una notizia incoraggiante in una stagione che il New England Aquarium descrive come la quarta per numero di coppie madre-piccolo. Ma una sola stagione non basta per stabilire una tendenza duratura. NOAA sottolinea che la popolazione resta in pericolo e che il suo recupero dipende dall’evoluzione a lungo termine, non soltanto dal numero di piccoli avvistati nel corso di un inverno.

Rischi che persistono durante gli spostamenti

Le balene franche percorrono acque attraversate da rotte di navigazione e attività di pesca. Le collisioni con le navi e l’impigliamento negli attrezzi da pesca figurano tra le principali cause di mortalità e di lesioni gravi segnalate da NOAA. Anche i cambiamenti delle condizioni oceaniche possono modificare la distribuzione delle prede e le aree frequentate dalle balene, con possibili conseguenze sulla loro esposizione alle attività umane.

Secondo il catalogo, Silt ha almeno 38 anni ed è nota per aver avuto sei piccoli. Il New England Aquarium indica che è sopravvissuta ad almeno cinque episodi di impigliamento, alcuni dei quali le hanno lasciato cicatrici importanti. Queste informazioni aiutano a comprendere le difficoltà a cui possono essere esposti i singoli animali; da sole, però, non permettono di descrivere lo stato dell’intera popolazione.

Il piccolo identificato di recente arricchisce così il monitoraggio di una femmina e della sua famiglia, precisando al tempo stesso il bilancio di una stagione. Ricorda soprattutto che una cifra di censimento è il risultato di osservazioni, confronti e metodi coordinati. Per stabilire se la popolazione aumenta o diminuisce, gli scienziati devono confrontare questi indizi individuali con stime e serie di dati raccolte nel tempo.

Fonti

Fotografia: NOAA Photo Library — Wikimedia Commons — Pubblico dominio.

Mantieni uno sguardo aperto.Tous les articles Nature et environnement →

Nella stessa sezione