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Malta ha offerto 25.000 euro per rinunciare alla patente, a determinate condizioni

Malta ha offerto 25.000 euro ad alcuni giovani residenti in cambio della restituzione della patente per cinque anni. Le modalità di pagamento, i criteri di accesso e la scadenza rivelano la reale portata del programma.

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Rotatoria e traffico stradale a Rabat, sull’isola di Malta
Fonte e licenza dell’immagine
Felix König — Wikimedia Commons — CC BY 3.0

A Malta, un contributo annunciato di 25.000 euro avrebbe dovuto convincere alcuni giovani a restituire la patente per cinque anni. Ma la somma non veniva versata in un’unica soluzione né era accessibile a tutti gli automobilisti: il programma era rivolto ai residenti che soddisfacevano criteri precisi e la scadenza per presentare domanda era fissata al 30 giugno 2026. All’8 novembre 2026, il termine è scaduto.

Il programma maltese fa luce su una questione concreta di politica dei trasporti: che cosa si può offrire a una persona perché rinunci a guidare in modo duraturo? Non si tratta di un aiuto europeo e le sue regole non si applicano ai residenti in Lussemburgo.

Una somma complessiva, versata nell’arco di cinque anni

Il programma, denominato «Driving Licence Surrender Scheme», prevede un contributo complessivo di 25.000 euro, versato in cinque rate da 5.000 euro. Secondo la scheda del portale ufficiale maltese Servizz.gov, la prima rata viene versata dopo l’approvazione della domanda e la restituzione della patente. Le altre quattro sono previste in occasione del primo, secondo, terzo e quarto anniversario di quella prima rata.

Questa distinzione cambia il modo in cui va interpretato l’annuncio: non si ricevono 25.000 euro al momento di restituire la patente. Il pagamento è dilazionato nel tempo, mentre la contropartita prevista è la consegna della patente per tutte le categorie di veicoli per cinque anni. La somma annunciata premia quindi una rinuncia prolungata, non una sospensione temporanea della guida.

La scheda ufficiale precisa inoltre che il budget complessivo del programma è limitato a 5 milioni di euro e che le domande vengono esaminate secondo il principio «primo arrivato, primo servito». Con 25.000 euro per beneficiario, tale budget corrisponde a un massimo teorico di 200 contributi, se fosse interamente assegnato. Questo calcolo non indica quante domande siano state presentate o approvate: segnala soltanto il limite consentito dal budget annunciato.

Criteri legati all’età, alla residenza e alla patente

Il programma era rivolto alle persone residenti a Malta da almeno sette anni che non avessero ancora compiuto 31 anni alla data della domanda. Era inoltre necessario possedere la patente di categoria B da almeno dodici mesi. La patente non doveva essere mai stata revocata, né risultare sospesa o revocata al momento della domanda; le tasse amministrative relative alla patente dovevano essere state pagate.

Altre esclusioni restringevano ulteriormente il pubblico destinatario. La scheda ufficiale indica che i titolari di una patente rilasciata da un paese non appartenente all’Unione europea non potevano partecipare. Esclude inoltre le persone il cui lavoro richiede il possesso di una patente valida, nonché alcune persone che hanno diritto a un’auto con autista. Si applicano regole specifiche anche a funzionari pubblici, diplomatici e ai loro coniugi o partner.

Queste condizioni mostrano che il contributo non era stato concepito come una compensazione generale per chiunque desiderasse fare a meno dell’auto. Era rivolto a una popolazione giovane, residente stabilmente a Malta, in possesso della patente da un certo periodo e in grado di farne a meno senza che fosse necessaria per la propria attività professionale. La durata della residenza, in particolare, escludeva di fatto i nuovi arrivati, anche se vivevano già sull’isola al momento della domanda.

La scelta di rinunciare alla patente anziché all’auto

L’obiettivo dichiarato dal governo maltese è ridurre il numero di persone che possiedono e utilizzano una patente e, di conseguenza, il numero di veicoli in circolazione sulle strade dell’isola. La misura interviene quindi sul diritto di guidare di una persona, anziché sulla proprietà di un veicolo specifico. Una persona può non possedere un’auto pur avendo la patente; viceversa, la presenza di un veicolo in un nucleo familiare non significa che lo guidino tutti i suoi componenti.

Questo meccanismo distingue la rinuncia alla patente da altre politiche di mobilità, per esempio un incentivo alla rottamazione di un’auto o un contributo per l’acquisto di un abbonamento ai trasporti pubblici. Nel programma maltese, l’atto determinante è la restituzione della patente e la rinuncia alla patente per tutte le categorie per cinque anni. La scheda consultata non presenta il contributo come una semplice indennità legata al ritiro di un veicolo dalla circolazione.

Il programma si basa dunque su una contropartita impegnativa: restituire la patente per cinque anni in cambio di un contributo erogato a rate. Per chi dipende dall’auto per lavorare o spostarsi, questa condizione può rendere il programma impraticabile, come riflettono del resto le esclusioni relative ai lavori che richiedono la patente. L’ammissibilità amministrativa, da sola, non basta quindi a stabilire se l’impegno sia compatibile con la vita quotidiana di un candidato.

Scadenza superata: oggi non è possibile presentare domanda

Il portale ufficiale indicava che il programma sarebbe entrato in vigore a gennaio 2026 e che le domande dovevano essere presentate entro il 30 giugno 2026. Precisava inoltre che la domanda doveva includere i documenti giustificativi previsti dal modulo DRV 020 e andava consegnata di persona presso un ufficio di Transport Malta, a Ħal Lija, Paola o Gozo, oppure inviata per posta all’indirizzo indicato a Paola.

Questa cronologia è importante per chi scopre oggi l’annuncio: all’8 novembre 2026, la scadenza è passata. La scheda pubblicata descrive i criteri e le modalità del programma, ma non consente di presentarlo come un contributo ancora accessibile ai candidati. Un’eventuale proroga o un nuovo programma richiederebbe un annuncio distinto da parte delle autorità maltesi.

Infine, il programma deriva da una decisione nazionale maltese, non da una norma dell’Unione europea. Il fatto che Malta sia membro dell’Unione non trasforma questo contributo in un diritto comune europeo. I criteri relativi alla residenza, alla patente e alla presentazione della domanda sono propri del programma maltese: non creano alcun diritto equivalente per i residenti in Lussemburgo o per i frontalieri.

Riferimenti

Una rotatoria a Rabat, a Malta. Foto d’archivio del 2009.

Crediti: Felix König — Wikimedia Commons — CC BY 3.0.

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