Nel progetto che presenta su France Musique, Liat Cohen parte da un filo conduttore concreto: le danze scritte per la chitarra. Valzer, il tango «Libertango» di Astor Piazzolla e il choro brasiliano «Tico-Tico» compongono un percorso in cui lo strumento classico incontra forme popolari. La sfida non consiste soltanto nell’accostare brani da ballo: si tratta di mostrare quanto la chitarra possa cambiare repertorio e colore senza abbandonare il proprio linguaggio.
La danza come principio per il repertorio
Al microfono di Sébastien Llinares, il 5 novembre 2026, la chitarrista spiega di aver cercato opere originali per chitarra basate sulla danza. Cita in particolare i valzer, che ha trovato nel repertorio dello strumento dal XVIII secolo fino a oggi. La scelta delinea un percorso attraverso il tempo, ma anche tra i continenti: la danza diventa un punto d’incontro tra tradizioni diverse.
Il programma evocato nell’intervista comprende anche «Libertango» di Piazzolla e «Tico-Tico». Il brano brasiliano appartiene a un universo diverso da quello dei valzer e del tango. Il programma riunisce così vari modi di organizzare il movimento e di far dialogare tradizioni diverse attraverso la chitarra.
La chitarrista descrive il suo strumento come uno spazio di passaggio tra musica classica e popolare. Questa idea chiarisce la costruzione del progetto: un brano non viene scelto soltanto perché è noto o coinvolgente, ma perché permette di esplorare il posto della danza nella scrittura per chitarra. Questo repertorio solleva anche una questione di trasmissione: quali musiche sono state scritte per lo strumento e quali possono trovarvi una nuova forma?
Trascrivere significa anche ampliare il repertorio
Questo approccio si inserisce nel più ampio lavoro di Liat Cohen sulle trascrizioni e sulla creazione. Una trascrizione adatta alla chitarra un’opera scritta per un altro strumento o un altro ensemble. Non si tratta di un semplice cambio di supporto: le note devono trovare posto su uno strumento le cui corde, risonanze e possibilità esecutive differiscono da quelle dell’originale.
La biografia pubblicata dalla chitarrista menziona le sue trascrizioni di Bach, registrate nell’abbazia di Mont-Saint-Michel nel 2003, oltre a opere contemporanee scritte per lei. Anche i suoi progetti discografici testimoniano il suo interesse per gli incroci: «Latino-Ladino» avvicina il barocco spagnolo e le musiche sudamericane; «Rio-Paris», uscito nel 2014, associa il repertorio brasiliano a composizioni su poesie di Victor Hugo. «Madrid-Paris» dà spazio a voci liriche, con Rolando Villazón, Sandrine Piau e Charles Castronovo.
Questo percorso aiuta a capire perché Cohen parli di progetti concepiti a partire da un’idea e poi sviluppati insieme a interpreti o compositori. Nell’intervista racconta, in particolare, di aver lavorato con una ricercatrice di musica ladina per raccogliere registrazioni, prima di rivolgersi a otto compositori di diversi paesi. Questo procedimento trasforma l’esplorazione di un repertorio in una commissione musicale: le fonti ispirano nuove opere, invece di restare confinate a un lavoro d’archivio.
Una chitarra tra tradizioni diverse
Liat Cohen ha studiato al Conservatoire de Paris, alla Schola Cantorum e all’École normale de musique de Paris. Secondo la sua biografia, ha ricevuto il premio Nadia-Boulanger della Fondation de France e si è esibita con orchestre, tra cui quelle di Gerusalemme, della Lorena e di Melbourne. Questi riferimenti danno un’idea del suo percorso, ma il filo che lega i suoi progetti è più musicale che istituzionale: ampliare ciò che si può suonare alla chitarra e far circolare le opere tra mondi diversi.
Qui la danza offre una guida accessibile, anche senza un vocabolario tecnico. Un valzer, un tango e un choro raccontano storie e usi distinti; riunirli attorno alla chitarra non li rende intercambiabili. Invita piuttosto ad ascoltare come uno stesso strumento possa accogliere ritmi e repertori contrastanti. Il progetto si inserisce così in una domanda ricorrente per Cohen: come arricchire il repertorio della chitarra, facendo conoscere opere esistenti e promuovendo nuove creazioni?
Riferimenti
Le meccaniche di una chitarra classica. Foto illustrativa.
Crediti: Caricatore originale e autore: David.Monniaux su en.wikipedia — Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0.






