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Uerschterhaff: cosa rivelano i numeri sulla carenza di posti

Le risposte parlamentari del 27 ottobre documentano la pressione a Sanem: ammissioni in aumento, durata media stabile e venti posti aggiuntivi annunciati.

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Il centro penitenziario di Uerschterhaff a Sanem, fotografato nell’agosto 2024.
Fonte e licenza dell’immagine
MMFE — CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

Una prigione può essere a corto di posti senza che la durata delle detenzioni aumenti. È il meccanismo descritto dalla ministra della Giustizia, Elisabeth Margue, in tre risposte parlamentari del 27 ottobre 2026 sul centro penitenziario di Uerschterhaff, a Sanem. Le ammissioni aumentano, mentre l’indicatore della durata media resta vicino ai tre mesi e mezzo.

Queste risposte non descrivono l’insieme delle carceri lussemburghesi. Riguardano un istituto riservato alla detenzione preventiva. La loro lettura permette di comprendere una pressione molto concreta: un numero maggiore di persone da accogliere in una prigione progettata per 400 detenuti, con posti letto aggiuntivi e materassi sul pavimento in alcune celle.

Un picco, una media e una capacità: tre misure diverse

Nella risposta al deputato Dan Biancalana, la ministra indica che la popolazione media giornaliera è passata da 247 persone nel gennaio 2025 a 423 nel settembre 2026. Il picco, raggiunto il 15 settembre 2026, è di 432 persone, pari al 108 % dei 400 posti previsti in fase di costruzione.

Per ottobre, la tabella aggiornata al 19 del mese riporta una media di 406 persone. Questa cifra non corrisponde al numero esatto di detenuti presenti il solo 19 ottobre: un’altra tabella indica 401 detenuti a quella data. Presentare 406 come un conteggio effettuato quel giorno significherebbe confondere una media riferita a un periodo con una rilevazione puntuale.

Anche la capacità richiede una precisazione. L’edificio era stato progettato per 400 persone; la sua capacità teorica è stata poi portata a 416, quindi a 417 posti. I tassi di occupazione della tabella ministeriale sono ancora calcolati sulla capacità iniziale. Cambiare il parametro di riferimento modifica meccanicamente la percentuale, senza far scomparire le persone presenti né i vincoli all’interno delle celle.

Più ammissioni, senza un aumento paragonabile della durata

I dati forniti a Dan Biancalana e a Dan Hardy registrano 820 ingressi nel 2023, 844 nel 2024 e 985 nel 2025. Tra l’inizio del 2026 e il 19 ottobre, il centro ne aveva registrati 925.

Questi numeri vanno letti come flussi annuali o parziali, non come il numero di persone presenti contemporaneamente. Un ingresso e un’uscita sono movimenti; l’occupazione è una condizione. I due dati sono collegati, ma non sono intercambiabili.

Il ministero prevede 1 233 ingressi nell’intero 2026 se la tendenza si mantiene, pari a circa il 25 % in più rispetto al 2025. Si tratta di una stima condizionata, pubblicata in ottobre, non di un bilancio annuale già registrato.

Parallelamente, l’indicatore della durata della detenzione, indicato nelle risposte con la sigla IALI, è pari a 3,5 mesi nel 2023, 3,7 nel 2024 e 3,6 nel 2025, come nel calcolo aggiornato al 19 ottobre 2026. Il ministero attribuisce quindi principalmente l’aumento della popolazione alle ammissioni. Tuttavia, questo indicatore aggregato non permette né di prevedere la durata della detenzione di una persona, né di descrivere la durata di tutte le detenzioni preventive in Lussemburgo.

Annunciati venti posti aggiuntivi

La risposta al deputato Marc Goergen conferma che alcuni detenuti dormono su materassi a terra dalla fine di agosto. La ministra precisa che i materassi si trovano nelle celle, non nei corridoi.

La misura immediata annunciata consiste nel trasformare venti celle doppie in celle per tre persone, aggiungendo dei letti. Poiché esiste già una cella tripla, il loro numero salirà a ventuno. La capacità teorica passerebbe così da 417 a 437 posti.

Le risposte indicano come scadenza la fine di ottobre 2026. Questi documenti annunciano l’installazione, ma da soli non consentono di certificarne il completamento alla data di pubblicazione di questo articolo.

Questa risposta aumenta il numero di posti letto nell’istituto esistente. Non corrisponde all’apertura di una nuova prigione. Per valutarne l’effetto, il numero di letti dovrà quindi essere considerato insieme alle condizioni concrete di accoglienza e all’evoluzione delle ammissioni.

Una pressione visibile anche nel lavoro degli agenti

Le risposte parlamentari indicano un totale di 357,15 equivalenti a tempo pieno al 19 ottobre 2026, di cui 251,05 nel servizio di sorveglianza. Si tratta di volumi occupazionali, non del numero di agenti presenti in ogni postazione o a ogni cambio turno.

La risposta a Dan Hardy spiega inoltre che non viene fornita una ripartizione precisa per squadra, a causa dell’organizzazione in tre turni giornalieri, degli orari mobili e dell’intervento di personale esterno.

Il ministero indica anche che la media mensile delle ore straordinarie svolte dagli agenti penitenziari è passata da 120 ore tra gennaio e marzo a 304 tra aprile e settembre 2026. Nulla in questo passaggio consente di presentare questi valori come ore straordinarie per agente. Interpretarli in questo modo amplificherebbe considerevolmente la cifra.

Elisabeth Margue afferma che i limiti legali di orario di lavoro e di riposo sono rispettati e che è stato possibile garantire la sicurezza. Sono rassicurazioni del ministero; non sostituiscono un’osservazione indipendente delle condizioni di detenzione.

Il numero di letti non riassume il controllo delle condizioni di detenzione

Nella presentazione della relazione annuale 2025, pubblicata il 18 giugno 2026, l’Ombudsman ricorda che la sua prima relazione su Uerschterhaff aveva individuato prassi da migliorare per quanto riguarda l’ammissione, la salute e le condizioni di detenzione. Quel lavoro precedente non costituisce una valutazione del picco di settembre 2026. Ricorda però che il controllo riguarda più del solo tasso di occupazione.

Nel medio termine, le risposte del 27 ottobre menzionano scenari legati alla ristrutturazione del centro penitenziario di Lussemburgo, a Schrassig, ancora in fase di analisi. Citano inoltre riforme procedurali allora depositate ma non ancora adottate, tra cui la comparizione accelerata.

Restano dunque due aspetti da seguire: verificare se i posti annunciati siano effettivamente entrati in funzione e poi accertare se siano sufficienti di fronte alle nuove ammissioni. I numeri di ottobre documentano una situazione di tensione. Non dimostrano ancora che sia stata trovata una soluzione duratura.

Fonti - Risposta a Dan Biancalana, interrogazione n° 4847, 27 ottobre 2026 — PDF. - Risposta a Dan Hardy, interrogazione n° 4806 — PDF ; risposta a Marc Goergen, interrogazione n° 4807 — PDF. - Ombudsman: presentazione della relazione annuale 2025 del CELPL, 18 giugno 2026.

Foto d’archivio: il centro penitenziario di Uerschterhaff nell’agosto 2024.

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